Milano, 10 settembre 2018 - Il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, oggi a mezzogiorno incontreranno Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista con delega allo Sport, e Giovanni Malagò, presidente del Coni. Un incontro che nell’ottica del primo cittadino potrebbe anche rivelarsi decisivo in chiave Olimpiadi Invernali 2026.

Sala ribadirà infatti a Giorgetti che Milano ambisce ad un ruolo da capofila della candidatura italiania ai Giochi, che il Consiglio comunale ha deliberato la partecipazione della città alla partita olimpica a patto, però, che per la città fosse previsto un ruolo centrale nella governance dell’evento e, non ultimo, che in questo senso andavano anche le rassicurazioni ottenute dallo stesso Sala da parte del Coni nel corso di «15 mesi» di confronto. Ancora «freschissimi» i ricordi di Sala in merito, stando alle parole dello stesso primo cittadino. Posizioni, queste, che Sala ha reso pubbliche fino a settimana scorsa, con tanto di scontro a distanza con Malagò. Come si ricorderà, Governo e Coni hanno fin qui scelto una strada diversa, quella della candidatura a tre senza capofila: Milano, Torino e Cortina d’Ampezzo tutte e tre insieme, tutte in gara, senza al momento alcuna distinzione di ruoli. Se oggi Giorgetti dovesse ribadire questa linea, allora il sindaco riporterà la questione olimpica all’attenzione e al voto del Consiglio comunale. E sul tavolo, a quel punto, ci sarebbe anche lo scenario più estremo, quello che Sala vorrebbe evitare: il ritiro di Milano dalla corsa.

Le parole proferite solo ieri da Malagò non autorizzano all’ottimismo. Il numero uno del Coni ha infatti rinnovato l’invito a remare tutti dalla stessa parte e il monito a non indebolire la candidatura italiana in nome di aspirazioni di campanile. Parole già dette ma che, ripetute ieri, sembrano assumere un significato sinistro per le richieste di Milano. «Le ambizioni di Milano di correre da capofila? Penso che sia giusto che ognuno abbia le sue legittime considerazioni, penso anche che se si procede insieme diventiamo secondo me imbattibili. Se invece, e non faccio allusioni a nessuno, ci sono considerazioni personali certo ci indeboliamo e questo è un dato di fatto – ha scandito ieri Malagò –. Non penso comunque che sarà la settimana decisiva, perché bisogna avere il più possibile le idee chiare quando si parte per Buenos Aires ai primi di ottobre». Domani ci sarà invece una riunione plenaria, alla quale parteciperanno anche le delegazioni di Torino e Cortina d’Ampezzo, oltre, ovviamente, a quella milanese.