Milano, 18 settembre 2019 - Nel terzo incontro sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 che si è tenuto oggi a Palazzo Lombardia, a Milano, non si è trovato ancora il nome del Ceo che guiderà il Comitato organizzatore dei Giochi. "Si darà mandato all'headhunter di individuare dei nomi" ha spiegato il presidente del Coni Giovanni Malagò a margine dell'incontro sulle Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina, a cui hanno partecipato anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il vicesindaco di Cortina D'Ampezzo (Belluno) Luigi Alverà, mentre il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina sono collegati al tavolo di lavoro in videoconferenza.

La società di cacciatori di teste scelta è la Spencer Stuart, come confermato dal presidente del Coni. La rosa dei nomi tra cui si sceglierà il Ceo varierà "da un minimo di tre a un massimo cinque" e sarà discussa al prossimo tavolo olimpico previsto alle Fiere di Verona, il 7 ottobre alle 15.30 e non‪ il 3 (come annunciato in precedenza) perché "il governatore Fontana e il sindaco Sala sono impegnati in una visita istituzionale, a Milano, del Presidente della Repubblica". All'incontro saranno presenti anche i presidenti delle province di Trento e Bolzano: «Ognuno di noi, se ha un nominativo da indicare, ma oggi non è uscito neanche uno, lo indicherà l'headhunter che lo contatterà per vedere la disponibilità e la fattibilità", ha concluso Malagò.

FONTANA: "METODO CONDIVISO PER INDIVIDUARE MANAGER" -  "Abbiamo fatti importanti avanti sul metodo di lavoro per arrivare ad individuare anche il profilo del manager che avraà la responsabilità di rendere operativa la macchina olimpica dal punto di vista organizzativo. I contatti tra tutti i soggetti coinvolti continueranno ad essere costanti, così come continueremo a lavorare per condividere con il nuovo Governo il percorso per arrivare al traguardo delle Legge olimpica. Ribadisco che da parte della Regione Lombardia ci sara' sempre massima collaborazione perche' sono convinto che solo attraverso un gioco di squadra potremo raggiungere un risultato importante." Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine dell'incontro per farle il punto sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. A chi gli ha chiesto novità sul tema delle infrastrutture, il presidente Fontana ha risposto: "Avevamo già presentato al Governo precedente un elenco di opere pubbliche infrastrutturali necessarie a rendere efficiente il sistema della mobilita' in vista di questo grande evento. Stiamo già provvedendo a farlo pervenire al nuovo ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, sicuri di proseguire nel percorso delineato". "Per la realizzazione delle opere - ha aggiunto - è necessario ovviamente anche il coinvolgimento del territorio e la valutazione degli aspetti ambientali oltre che economici. Sono tutti aspetti che abbiamo trattato e che verranno valutati con la massima attenzione. Noi abbiamo sempre detto che i principi fondamentali sono la sostenibilita' e quindi interventi strettamente necessari".

SALA: "MANAGER DISPONIBILE A DEDICARE 6 ANNI" - Il manager che sarà a capo delle Olimpiadi invernali, che si svolgeranno a Milano e Cortina nel 2026, dovrà essere una persona che sia "disponibile a rimanere" fino all'anno olimpico e a "dedicare 6 anni della sua vita". A dirlo è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, descrivendone le caratteristiche, a margine di un incontro con il presidente del Coni, Giovanni Malago' e il governatore Lombardo, Attilio Fontana, a Palazzo Lombardia. Quanto agli altri requisiti  "che sono gia' stati condivisi" ha aggiunto: "Che sia italiano o straniero non e' un tema, ma se parla la nostra lingua e' certamente meglio", importante anche che "abbia già avuto esperienze nel settore pubblico", mentre "fondamentale" sarà la questione "della remunerazione": ma di questo "bisogna parlarne con il ministro" dello Sport, Vincenzo Spadafora. Sala e' poi intervenuto anche riguardo al tema della sicurezza, su cui si dovra' lavorare in vista del grande evento: le linee
generali - ha spiegato - "le si disegna prima, per poi correggerle nell'ultima fase, perche' chi lo sa come sara' la sicurezza nel 2026. Ma e' importante un coordinamento che discenda dal ministero dell'Interno". Anche nel caso di Expo, infatti "si faceva riferimento al prefetto" in un "tavolo a cui sedevano tutte le forze dell'ordine".