Matteo Salvini
Matteo Salvini

Milano, 14 novembre 2018 - Il Governo è disponibile a stanziare soldi per le Olimpiadi Invernali del 2026 nel caso in cui, ovviamente, la candidatura di Milano e Cortina d’Ampezzo dovesse essere benedetta dal favore del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), chiamato a decidere a giugno del 2019 in quel di Losanna. Ad assicurarlo è Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno. Un fatto non scontato, l’impegno dell’attuale esecutivo a metter mano al portafogli per sostenere la candidatura lombardo-veneta. Tra tattica e realtà, finora aveva infatti imperato il diktat della metà pentastellata del Golverno: Olimpiadi sì, ma senza costi per lo Stato. Da qui l’impegno delle due Regioni leghiste, la Lombardia del governatore Attilio Fontana e il Veneto di Luca Zaia, a finanziare l’organizzazione dei Giochi insieme ad eventuali sponsor privati. Ieri, però, ecco le dichiarazioni di Salvini. 

«Mi piacerebbe tantissimo che si facessero le Olimpiadi Invernali del 2026 in Italia, con la candidatura di Milano e Cortina – ribadisce il numero uno del Viminale in un’intervista rilasciata a “Leggo”–. E se i privati da soli non riuscissero a raccogliere i fondi necessari, allora vale la pena fare uno sforzo». Parole chiare. Salvini poi si dice ottimista sul reperimento di risorse da sponsor ed enti terzi: «Per quanto riguarda le risorse per il comitato organizzatore, penso che sia talmente tanto affascinante il progetto delle Olimpiadi italiane alpine che i fondi privati si trovano».

Sia Fontana sia il sindaco Giuseppe Sala hanno più volte sottolineato il caso dell’Expo 2015, quando dagli sponsor e dai privati piùin generale arrivarono circa 400 milioni di euro. Non va poi dimenticato che lo stesso Cio riconosce fondi alla città alla qaule decide di affidare l’organizzazione dei Giochi. «Ma se poi serve una mano la daremo – insiste Salvini –, anche perché le Olimpiadi ti portano un tale ritorno di immagine, di positività che vale la pena fare uno sforzo». «Ho visto il progetto e tra l’altro è uno di quelli a minor impatto economico della storia, anche perchè moltissime infrastrutture già ci sono – conclude il ministro dell’Interno –. Quindi per i fondi: c’è già il 95%? Il 5% lo mettiamo noi. Il no del sindaco Virginia Raggi a Roma? Chiedete a lei».

Intanto Calgary è ad un passo dall'addio alla candidatura: i residenti della città canadese hanno votato in modo schiacciante contro l'organizzazione dei giochi. I dati non ancora ufficiali del referendum indicano che su 304.774 votanti, 171.750 (56,4%) si sono espressi contro i Giochi, 132.832 a favore (43,6%). A questo punto rimarrebbero in corsa la candidatura italiana di Milano e Cortina d'Ampezzo e quella di Stoccolma.