Milano, 7 luglio 2018 - Sì alle Olimpiadi invernali del 2026, ma solo se saranno «low cost» e a basso impatto ambientale e si troverà un accordo tra le tre città per ora in campo, cioè Milano, Torino (in primis) e Cortina d’Ampezzo. Il Governo Conte fa un passo avanti verso i Giochi («Il Consiglio dei ministri ha espresso la volontà di garantire il sostegno alla candidatura italiana», si legge in una nota ufficiale), ma non si pronuncia su quale delle tre città in corsa per rappresentare l’Italia debba tenere la torcia olimpica in mano, scarica la patata bollente sul Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e gli pone una netta condizione per il via libera finale alla candidatura italiana per il 2026: «L’esperimento di ogni possibile tentativo di trovare soluzioni condivise, con riguardo, in via prioritaria, al contenimento degli oneri complessivi e alla valorizzazione del rapporto costi/benefici dell’evento, nonché tenendo conto della sostenibilità del progetto a livello sociale e ambientale, dell’eredità dei Giochi verso la città, il Paese e le future generazioni».

La domanda sorge subito spontanea: questa presa di posizione del Governo è una buona o cattiva notizia per Milano? L’impressione è che il capoluogo lombardo esca in pole position da questo passaggio romano. Sì, perché la spinta del Governo verso un accordo tra le città candidate potrebbe rilanciare lo schema che il Coni ha in mente da mesi: Milano città capofila della candidatura, ma con una stretta alleanza con Torino per sfruttare anche gli impianti sportivi del capoluogo piemontese che ha ospitato i Giochi invernali nel 2006. Ma l’intesa tra il sindaco Giuseppe Sala e il governatore lombardo Attilio Fontana, da una parte, e il sindaco di Torino Chiara Appendino, dall’altra, ancora non c’è. Sala è pronto a un accordo, la Appendino non ne vuole sentire parlare. Fontana lo confermava anche ieri: «È stata la sindaca a dire “o noi o nessuno’’». Il Coni dovrà provare a mettere d’accordo le due città, con Cortina in veste di outsider. Intanto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, al termine del Consiglio dei ministri di ieri, chiarisce ancora meglio la posizione del Governo sulle Olimpiadi: «La candidatura italiana deve essere non dico low cost, ma basarsi sugli impianti esistenti ed essere compatibile con l’ambiente. I soldi sono pochi. No a candidature mirabolanti non in linea con questo approccio sobrio. Serve buon senso».

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò, in serata, commenta: «Condivido in pieno quanto dichiarato da Giorgetti. Sarà ora cura e dovere del Coni preparare al meglio tutte le valutazioni sulla base di quanto espresso oggi (ieri, ndr) dal Governo. Martedì in Giunta e Consiglio nazionale (del Coni, ndr) affronteremo la questione e potremo avere le idee più chiare sul percorso da seguire».

massimiliano.mingoia@ilgiorno.net