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10 giu 2022

Offese alla comandante Carola? La difesa di Salvini: insindacabili

L’ex titolare del Viminale avrebbe espresso i suoi apprezzamenti a Rackete nell’esercizio delle funzioni

10 giu 2022
Sea-Watch 3 captain Carola Rackete on board the vessel at sea in the Mediterranean, 27 June 2019.  
ANSA/MATTEO GUIDELLI
La capitana Carola Rackete (Ansa)
Sea-Watch 3 captain Carola Rackete on board the vessel at sea in the Mediterranean, 27 June 2019.  
ANSA/MATTEO GUIDELLI
La capitana Carola Rackete (Ansa)

È stata battaglia in aula nella prima udienza del processo al leader della Lega Matteo Salvini accusato di diffamazione aggravata nei confronti di Carola Rackete, l’ex comandante della Sea Watch 3 perché, tra giugno e luglio 2019, avrebbe offeso "la reputazione" della giovane con dirette Facebook e post su Twitter con frasi come "quella sbruffoncella di questa comandante", "criminale tedesca", "ricca e viziata comunista". Colpevole di ave forzato il divieto ed essere entrata i porto con il suo carico di migranti.

La difesa dell’ex ministro dell’Interno, con l’avvocato Claudia Eccher, ha chiesto al giudice della quarta penale che venga subito prosciolto sollevando una "causa di non punibilità", ossia la "insindacabilità" di quelle dichiarazioni, un "messaggio politico" espresso nel "pieno esercizio" delle sue funzioni di senatore. "Non sono frasi che attengono ad un discorso di politica, anche del Ministero dell’epoca, ma veri e propri attacchi alla persona, alla sua dignità, espressioni di denigrazione, è stata un’aggressione diretta alla persona", ha replicato il pm Giancarla Serafini, chiedendo che quell’eccezione venga respinta. "Siamo di fronte ad un discorso di odio costruito da un soggetto che sfrutta la propria carica", ha affermato, l’avvocato di parte civile Salvo Tesoriero.

Il giudice deciderà il 23 giugno sulla richiesta di proscioglimento immediato, e in subordine l’ "improcedibilità" perché non fu chiesta l’autorizzazione a procedere al Senato. Secondo la difesa, le frasi usate da Salvini sui social e riferite a Rackete (poi, fra l’altro assolta) rientrano nella libertà di pensiero. "“Delinquente“, “zecca tedesca“, se queste espressioni rientrano in un discorso di politica di un ministro lascio a voi giudicare" ha concluso il pm Serafini.

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