Violenza donne
Violenza donne

Milano, 28 gennaio 2020 -  L’antisemitismo cresce, soprattutto online. Presentata l’ultima rilevazione della Mappa dell’intolleranza registrata da Vox, Osservatorio italiano sui diritti. È un trend preoccupante quello mostrato dall’Osservatorio all’indomani della Giornata della memoria. Sono 63.724 i tweet, riguardanti gli ebrei a novembre e dicembre 2019 contro i circa 19mila dei mesi precedenti: di questi, quelli con la polarità negativa sono 44.448, contro i circa 15mila tra marzo e maggio. In percentuale, tra novembre e dicembre i tweet negativi sono stati il 24.81% rispetto al 10.01% dei mesi precedenti. E il picco non è avvenuto per caso: "Durante il caso Segre abbiamo registrato un incremento vertiginoso di tweet antisemiti – spiega Silvia Brena, cofondatrice Vox –. Quando abbiamo iniziato i dati erano nettamente minori. Nel 2015 eravamo al 0.5%, nel 2016 al 2,2% nel 2017 e 2018 al 3.8%, nella prima parte del 2019 al 10% e a fine dell’anno scorso abbiamo raggiunto il 25%". Altri picchi di odio online verso gli ebrei sono stati il 29 dicembre con l’aggressione antisemita a New York e il 16 aprile quando un bambino venne bullizzato perché ebreo a Ferrara.

«Anche la politica influenza, quando Giorgia Meloni definì attraverso un tweet George Soros un usuraio ci fu un picco incredibile" racconta Silvia Brena. Negli anni è cambiata anche la diffusione geografica dell’antisemitismo su Twitter. Mentre nelle rilevazioni precedenti i tweet intolleranti arrivavano soprattutto dalla zona di Roma e dell’alto Lazio, offese e insulti oggi arrivano un po’ da tutta Italia, soprattutto da Lombardia, Liguria e Piemonte. "Normalmente dalle nostre mappe traspariva come l’odio arrivasse dalle grandi città, perché più collegate e con più persone, oggi notiamo come anche da Novara, Piacenza, Varese e Bergamo l’hate speech sia aumentato radicalmente – ragiona Brena –. Anche il livello di aggressività delle offese contro gli ebrei è cresciuto. Ricordano quelli della Germania nazista o dell’Italia fascista". La “Mappa dell’intolleranza” è un progetto di prevenzione, pensato per amministrazioni locali, scuole e associazioni. L’Osservatorio fornisce loro strumenti adeguati e mezzi di interpretazione della realtà sempre meno codificabili, per combattere l’odio.

Sul gradino più alto (si fa per dire) del podio per l’hate speech ci sono ancora una volta le donne nel mirino: per loro il 39 % di tweet negativi tra novembre e dicembre. "È drammatico constatare come, nel momento in cui i telegiornali parlano di un caso di femminicidio, i tweet d’odio crescano – entra nel dettaglio Marilisa D’Amico, costituzionalista e Prorettrice dell’Università degli Studi di Milano –. Il dato rispecchia la realtà, c’è ancora tanto da fare. Quando le donne fanno carriera e acquisiscono posizioni più importanti sono bersagli degli odiatori del web". L’unico trend che tende a diminuire è quello contro gli omosessuali, passato dal 10.8% del totale del 2016 al 4% di oggi, con picchi anche in questo caso quando ci sono attacchi fisici o psicologici a persone. "Questo perché la legge Cirinnà del 2016 ha dimostrato che le norme servono – continua Marilisa D’Amico –. Lavoriamo anche con le scuole e i ragazzi dimostrano di essere molto sensibili su questi temi". In piena campagna elettorale per le Europee del 2019 i tweet negativi per i migranti avevano raggiunto il 32%, oggi il dato è diminuito di dieci punti.

Non solo. Gli odiatori prendono di mira anche i disabili: il 10% di tweet tra novembre e dicembre, un punto percentuale in più tra marzo e maggio: "Quando i disabili sono vittime di crimini nella realtà cresce il livello di insulti su Twitter – analizza Brena –. È un controsenso. Molti studiosi parlano dell’hate speech come sciame digitale che in qualche modo dovrebbe normalizzare comportamenti che possono portare a crimini di odio". Tutto principalmente dovuto a specifiche dei social che permettono di fare amicizia con persone con cui si condividono passioni e opinioni: "Sui social si formano “camere” chiuse in cui le persone condividono post di odio e rafforzano i loro pregiudizi".