MILANO 05 05 2015  -IL MINISTRO ANGIOLINO ALFANO   RINGRAZIA LE FORZE DELLO ORDINE  PER I FATTI ACCADUTI A MILANO   DEL 1 MAGGIO -  SI CONGRATULA CON IL POLIZIOTTO FERITO  ALESSIO PADOVANO   -  FOTO MARMORINO-NEWPRESS
MILANO 05 05 2015 -IL MINISTRO ANGIOLINO ALFANO RINGRAZIA LE FORZE DELLO ORDINE PER I FATTI ACCADUTI A MILANO DEL 1 MAGGIO - SI CONGRATULA CON IL POLIZIOTTO FERITO ALESSIO PADOVANO - FOTO MARMORINO-NEWPRESS

Milano, 5 maggio 2015 - Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è arrivato intorno alle undici di martedì a Palazzo Odescalchi, in via dell’Unione a Milano dove ha sede il Servizio Tecnico Logistico e Patrimoniale della Polizia di Stato. Il ministro in visita a Milano vuole salutare e ringraziare i rappresentanti delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, che hanno lavorato per contenere i cortei del primo maggio. Ad accompagnarlo il Capo della Polizia, Alessandro Pansa, e il Questore di Milano, Luigi Savina.

"EVITATO DI PAGARE IL PREZZO DEL SANGUE" -  La decisione di non attaccare i black bloc durante la manifestazione del primo maggio è stata "una scelta strategica perché il loro vero obiettivo era quello di andare in centro e devastare la città". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante la premiazione delle forze dell'ordine a Milano. Altra ragione per cui le forze dell'ordine non hanno attaccato i black bloc è che "sangue chiama sangue e se avessimo versato del sangue, il sangue avrebbe chiamato vendetta e saremmo stati esposti a possibili ritorsioni per tutta la durata di Expo. Questo non vuol dire che abbiamo allentato la guardia: le azioni di controllo e prevenzione sono tuttora in corso".

LA STRATEGIA - Riferendo alla Camera Angelino Alfano ha precisato che l'obiettivo del blocco nero era raggiungere e devastare luoghi simbolo come la Scala e la Borsa. Un obiettivo che - ha rivendicato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, riferendo alla Camera, le forze dell'ordine hanno impedito potessero raggiungere, inoltre "sono stati isolati i violenti dal corteo pacifico. Quella di Milano - ha ribadito Alfano - è stata anche una scelta tattica, l'obiettivo delle tute nere era costringere le forze di polizia a inseguirle per lasciare senza difesa e presidio alcuni varchi del centro cittadino, era un diversivo un espediente di guerriglia urbana da cui non ci si è lasciati irretire".

Così il ministro ha ricostruito i fatti, le devastazioni di cui sono stati "protagonisti circa un migliaio di tute nere, che si erano infiltrate nella manifestazione No Expo, indetta dai sindacati di base", ricordando che "per tale manifestazione il questore aveva disposto alcune prescrizioni per il percorso per tutelare alcune aree cittadine come quella intorno al Duomo e alla Scala, dove si sarebbe svolto in serata il concerto inaugurale"

All'altezza di piazza della Resistenza Partigiana - ha proseguito Alfano - alcuni degli esponenti del blocco nero hanno dato luogo ad un fitto lancio di petardi e fumogeni all'indirizzo delle forze dell'ordine e dei loro mezzi. L'azione violenta si è intensificata dando vita ad una devastazione di una parte fortunatamente limitata del centro urbano. I reparti di polizia sono stati inizialmente schierati per porre in essere un'attività di contenimento, per proteggere alcune zone cruciali del centro storico, nel contempo aliquote degli stessi reparti si sono disposte parallele al corteo, pronte a intervenire".

"Quando sono iniziati i primi atti vandalici - ha spiegato Alfano - è stato deciso di isolare la coda del corteo composta dai sindacati di base, promotori dell'iniziativa, e stringere in un cerchio, con una manovra a tenaglia le tute nere, staccandole anche dalla testa del corteo, ma questa azione però non è passata inosservata alle vedette dei devastatori, che, grazie ad un segnale di intesa, un fumogeno di colore diverso, hanno ripiegato verso la testa del corteo, non prima di aver dato via ad attacchi nuovi e più violenti, ed essersi repentinamente liberati dell'abbigliamento e degli strumenti che avrebbero potuto farli riconoscere".

Gli esiti delle violenze commesse - ha riferito Alfano - concentratisi nell'arco di 20-30 minuti hanno portato al danneggiamento di 27 auto e all'incendio di altre 17, danneggiati 20 esercizi commerciali e 10 agenzie bancarie. Tredici i coinvolti delle forze dell'ordine, sei della polizia e sette carabinieri, con lievi contusioni e lesioni".

"Non è certamente un bilancio di poco conto ma l'azione intelligente e sagace delle forze dell'ordine ha conseguito più di un obiettivo", ha rivendicato Alfano, sottolineando: "Si è impedito il raggiungimento dello scopo prefissato dagli antagonisti cioè estendere l'area della devastazione all'intero centro milanese, colpendo gli obiettivi più simbolici, ossia la Borsa, la Camera di commercio, il Palazzo delle stelline dove ha sede la rappresentanza Ue, la Scala e piazza Duomo".

Inoltre "si è riusciti a tenere distinta la parte pacifica del corteo, sicuramente prevalente, ove si consideri che hanno partecipato 20mila, da quella dei violenti e facinorosi". Infine "è un fatto che la testa del corteo ha potuto concludere il tragitto senza incorrere in ostacoli e incidenti, e che il troncone di coda è stato tenuto indenne dal contatto con le tute nere mediante un'opportuna deviazione dell'itinerario per poi disciogliersi ai primi incidenti".

"I VINCITORI SONO I MILANESI E LE FORZE DELL'ORDINE" - "Come succede con la nazionale di calcio, tutti parlano della presenza dell'ordine pubblico in strada come fossero l'allenatore. Noi abbiamo uomini addestrati e leadership, mi riferisco al questore Luigi Savina, che sanno come dirigerli", ha detto Alfano, ringraziando le forze dell'ordine. Il ministro ha proseguito: "Qui vedo divise di vari colori: del reparto mobile, dei carabinieri, della guardia di finanza, dei vigili del fuoco, della polizia locale e ci sono i funzionari della prefettura di Milano guidati dal prefetto Tronca. Ma voglio dire che queste divise hanno un unico grande colore, che è quello dell'Italia". "I vincitori sono i milanesi che hanno ripulito Milano l'indomani - ha concluso - e con loro gli uomini in divisa, che hanno saputo difendere la citta'. Questi sono i vincitori. E poi, ci sono i perdenti, quelli che volevano distruggere un simbolo come Expo, che volevano rovinare una festa per tutti gli italiani". 

"AI PREFETTI POTERE DIVIETO MANIFESTAZIONI" -  "Uno stato di diritto si fonda sulle regole: c'è il diritto di manifestare, ma c'è chi gioca sporco. Per questo dobbiamo dare ai prefetti il potere di vietare i cortei, dobbiamo alzare la pena per gli incappucciati per metter loro paura, dobbiamo introdurre l'arresto in flagranza differita di 48 ore anche per questi fatti". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, a margine del ringraziamento alle forze dell'ordine. 

"DOLORE PER CRITICHE A CALDO" -  "Ho provato dolore nel sentire delle critiche a caldo" quando ancora il corteo era in corso. Cosi' il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante il suo incontro con le forze di polizia e i vigili del fuoco che hanno contenuto il corteo del Primo Maggio. Molte voci si sono levate ma Alfano spiega di "aver avuto fiducia" nel lavoro delle forze dell'ordine "e di aver capito immediatamente che la cosa sarebbe andata al meglio possibile". A loro, a tutti gli uomini che hanno lavorato per contenere i disordini a Milano va il ringraziamento del ministro. 

180 PROFILI SOSPETTI - "Nell'azione preventiva di sicurezza, quella prima del corteo, avevamo già identificato un'ottantina di persone e poi, durante quanto accaduto, ne abbiamo raccolte altre cento". Il particolare investigativo è stato rivelato dal ministro Angelino Alfano durante l'incontro con le forze dell'ordine a Milano. "Oltre alle immagini, abbiamo acquisito anche dei Dna", ha aggiunto Alfano ricordando che si cercherà di attribuire «a vario titolo» a ognuno eventuali responsabilità. 

AGENTE FERITO PROMOSSO SUL CAMPO - "Stamattina ho firmato la promozione sul campo di questo agente ferito a voler simboleggiare l'operato di tutte le forze dell'ordine". Lo ha detto il capo della Polizia di Stato, Alessandro Pansa, annunciando a Milano, durante la visita del ministro Alfano alle forze dell'ordine, la promozione ad agente scelto di Alessio Padovano.