Il corteo dei no vax a luglio (Newpress)
Il corteo dei no vax a luglio (Newpress)

Milano, 5 gennaio 2018 - Radiato dall’Ordine dei medici di Milano lo scorso maggio per le sue dichiarazioni sui vaccini, Dario Miedico, il paladino degli antivaccinisti, vuole presentarsi alle elezioni nazionali del 4 marzo con una sua formazione politica. La notizia circola nei gruppi social no-vax da mercoledì. Qualcuno all’inizio parla di fake news, sostenendo che la sua immagine sia stata usata indebitamente, ma lui conferma al Giorno: «È tutto vero, proviamo questa nuova avventura. Non lo chiamerei partito, è un movimento». «SìAmo», il simbolo è arancione, il colore dei movimenti no-vax dalle manifestazioni dello scorso luglio. Il programma in 19 punti, on line su un sito dedicato attivo da ieri, non contiene solo l’abolizione della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale ma, ad esempio, l’«inserimento nel Pil del valore immateriale della procreazione», la «rinazionalizzazione della Banca d’Italia» e il «sostegno alle arti come mezzo privilegiato e di integrazione con le popolazioni migranti».

Sul sito si trovano anche i moduli per candidarsi col movimento nelle liste della Camera e del Senato. Nelle chat di antivaccinisti molti accolgono con favore la discesa in campo di Miedico, ma la maggior parte vorrebbe che tutti i piccoli movimenti politici contrari ai vaccini unissero le forze con l’obiettivo di superare la soglia di sbarramento del 3%. L’asticella per una coalizione, infatti, salirebbe al 10%, e i movimenti che sostengono la causa no-vax sono molto diversi: dal Popolo della famiglia di Mario Adinolfi a Forza Nuova, passando per neonati partiti e movimenti sovranisti come Riscossa Italia della senatrice Paola de Pin (ex M5S) o Governo etico del nutrizionista Franco Trinca. Anche Antonio Ingroia, con un commento duro contro la legge Lorenzin, mercoledì ha chiarito la posizione della sua Lista del popolo.

Per Miedico non è abbastanza: «Stimo Ingroia, ma se ci fosse stato un partito che mi avesse assicurato di far di tutto per abrogare quella legge mi sarei accodato volentieri». Sta raccogliendo le firme per presentare la lista? «Questo è il problema più grosso, se ne stanno occupando i miei collaboratori. Io facevo il medico, non mi occupo di politica. Ma a giudicare dall’affluenza di pubblico delle mie conferenze nei mesi scorsi non sarà difficile. Da giugno a Natale ho organizzato 93 incontri, tutti affollatissimi, nei prossimi due mesi ne abbiamo già in programma 22, e stanno aumentando».