Tiziano Calati, 58 anni, e la moglie Roberta, 57, entrambi "no vax"
Tiziano Calati, 58 anni, e la moglie Roberta, 57, entrambi "no vax"

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È a casa da 15 giorni "per esaurimento nervoso. Il mio medico mi ha consigliato di andare in vacanza a rilassarmi. Ma dove vado, senza soldi e senza green pass?". È la storia di un marito e di una moglie che rischiano la sospensione dal lavoro (e di non portare a casa gli stipendi) perché di vaccino non ne vogliono sentir parlare. "Sono invalido al 75% e ho 58 anni – dice Tiziano Calati, milanese, residente a Cologno Monzese –. Sono obeso, ho avuto due tumori alla vescica e problemi al cuore. Il mio medico di base mi ha spiegato che non può esentarmi: in pratica, la decisione può essere presa dal medico dell’hub vaccinale in cui secondo le disposizioni mi dovrei recare. Ma io, nelle mie condizioni, non voglio rischiare. Mi sono rivolto a un medico legale per avere la certificazione ma non so se è valida. E in ogni caso trovo discriminatorio essere obbligato a vaccinarmi".

Quindi resta nel limbo, sapendo che da venerdì, senza green pass, non potrà lavorare. Il signor Calati è dipendente di una cooperativa che invia personale per i servizi di portierato e accoglienza in luoghi pubblici come spazi multifunzionali, musei, scuole e altro. Così anche la moglie Roberta, 57enne, assunta in un’altra cooperativa. "Ha avuto quattro ernie al disco, soffre di ipertensione e attacchi di panico. Anche lei non vuole rischiare e non si vaccina pur non avendo l’invalidità", sottolinea il marito. "A me non è ancora arrivata nessuna comunicazione dal datore di lavoro mentre mia moglie ha ricevuto una lettera in cui si informano i dipendenti della normativa: il green pass sarà necessario per lavorare da venerdì. L’alternativa è il tampone tre volte a settimana. Ma è troppo costoso. In due guadagniamo mille euro al mese e siamo indietro con il mutuo da pagare. Perché dobbiamo essere obbligati a vaccinarci contro la nostra volontà e nelle nostre condizioni di salute?".

Ora il 58enne è in malattia. La moglie, invece, è stata trasferita da un posto all’altro: "Prima era in una scuola ed è stata spostata in un museo. Da venerdì sarà costretta a restare a casa". Il "green pass lavoro" sarà obbligatorio da venerdì 15 ottobre al 31 dicembre 2021 (termine di cessazione dello stato di emergenza). Per accedere ai luoghi di lavoro dovranno esserne in possesso 14,6 milioni di dipendenti privati, 3,2 milioni di dipendenti pubblici e 4,9 milioni di lavoratori autonomi. Quindi una platea complessiva di 23 milioni di persone. Può invece non averlo chi è esentato dalla campagna vaccinale sulla base di una certificazione medica.