Milano, 3 maggio 2017 -  Si è chiusa con la richiesta di archiviazione per 44 antagonisti che parteciparono alla manifestazione del primo maggio 2015 l'inchiesta della Procura di Milano sugli incidenti scoppiati durante il corteo No Expo. Dopo mesi di indagini, la Digos e i magistrati Alberto Nobili e Piero Basilone sono giunti alla conclusione che non ci sono prove tali da considerare gli indagati come parte del 'blocco nero' che mise a ferro e fuoco il centro di Milano, in concomitanza all'apertura dell'Esposizione Universale del 2015. 

Gli indagati erano accusati di devastazione e altri reati minori. Gli stessi pm hanno chiesto inoltre il rinvio a giudizio per 4 giovani anarchici greci per i quali lo Stato ellenico aveva negato l'estradizione e un italiano che è latitante dopo avere ricevuto un madato di arresto il 12 novembre 2015 assieme ad altre persone. Al momento, il 'bilancio' delle indagini su quanto accadde il primo maggio è di 4 condanne, ma non per il reato di devastazione, che non è stato riconosciuto dai giudici.