NICOLA PALMA E MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Nina Pansini, travolta e uccisa da un camion. La vicina: “L’ho chiamata al cellulare sperando che non fosse lei”

E’ stata investita da un mezzo Amsa mentre attraversava sulle strisce in via Trasimeno. Abitava a poca distanza, l’ultima a vederla viva è stata la vicina di casa Emilia. Ottavo pedone morto nel 2023

Antonia Pansini, 75 anni
Antonia Pansini, 75 anni

Milano, 19 settembre 2023 – “Ci eravamo incrociate in strada cinque minuti prima: io stavo rientrando a casa e lei era appena uscita, forse per andare a comprare il pane o per altre commissioni. Quando ho sentito le ambulanze sono uscita a vedere. C’era un corpo a terra, il volto era irriconoscibile. Mi sono accorta che era “Nina“ solo perché l’ho chiamata al cellulare, sperando non fosse lei a terra, e ha squillato il telefono della persona che vedevo in fin di vita sull’asfalto. È stato terribile". Emilia è una vicina di casa di Antonia, per tutti Nina, Pansini, morta ieri a 75 anni dopo essere stata investita da un mezzo compattatatore di Amsa in via Trasimeno, a pochi passi da via Adriano. Originaria di Molfetta, dove era nata il 6 gennaio del 1948, viveva a Milano da anni. Nella sua casa di via San Mamete "dal 1989 – raccontano i vicini –. Qui aveva cresciuto le sue due figlie. Ed era nonna di due nipotini. Tre anni fa aveva perso il marito Vincenzo ed era molto triste per questo. Ma per tutti era un punto di riferimento, una donna sempre disponibile e gentile. Non meritava di morire così, ci mancherà tantissimo", i commenti raccolti all’ingresso della sua scala.

La tragedia è avvenuta ieri poco prima delle 11 in via Trasimeno: stando a quanto rilevato finora dalla polizia locale, il mezzo pesante che arrivava da via San Mamete in direzione via Adriano ha girato a destra – svolta obbligatoria, in quanto il proseguimento di via San Mamete in quel tratto è a senso unico – agganciando con la parte anteriore l’anziana che in quel momento stava attraversando sulle strisce e trascinandola per decine di metri. Il camion di Amsa ha arrestato la sua corsa soltanto davanti a un’autofficina all’altezza del civico 8. L’uomo alla guida, rimasto per tutta la mattina sul posto insieme alla Locale, avrebbe detto agli agenti di non essersi accorto di nulla, fermandosi soltanto quando alcuni passanti hanno urlato e chiesto aiuto. "Io – ha raccontato un testimone – non ho sentito la signora urlare". In via Trasimeno sono arrivate due ambulanze e un’automedica. La donna era in arresto cardiocircolatorio, i medici hanno cercato di rianimarla a lungo ma è deceduta poco dopo al San Raffaele. Sull’asfalto sono rimaste una sua scarpa, una monetina da 50 centesimi e brandelli dei suoi vestiti.

“Non ci credo , non può essere capitato a lei”, dice in lacrime Anna, una vicina. "Mia moglie Luciana – continua Vito – andava spesso a trovarla, perché era sempre triste dopo la morte del marito Vincenzo, venuto a mancare 3 anni fa. Ex ferroviere, era un “tuttofare“, aiutava sempre tutti noi per i lavoretti in casa. La signora Nina invece aveva lavorato per anni nel servizio guardaroba dell’ospedale Macedonio Melloni". Emilia aggiunge: "Io non riesco a darmi pace, continuo a pensare che se avessi parlato con lei qualche minuto in più, forse ora sarebbe viva. Prima di lasciarci mi ha chiesto come stavano le mie figlie, in particolare la più piccola che ha appena iniziato la scuola". Amsa ha espresso, in una nota, "profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia. In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti in corso, si è immediatamente messa a disposizione delle autorità". La signora Pansini è il quarto pedone investito tra Milano e hinterland nell’arco di 24 ore. L’ottavo morto dall’inizio dell’anno.