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1 mag 2022

"Nel nome di Michelino la battaglia continua"

Tanta gente alla manifestazione contro l’amianto e i morti sul lavoro. Ricordati anche i camici uccisi dal Covid e le vittime della strage di Viareggio

laura lana
Cronaca
Alcuni momenti del presidio. In basso Daniela Trollio, compagna di Michelino
Alcuni momenti del presidio. In basso Daniela Trollio, compagna di Michelino
Alcuni momenti del presidio. In basso Daniela Trollio, compagna di Michelino

di Laura Lana

"È morto Michele, ma oggi ricordiamo i morti sul lavoro. Perché questo Paese è intriso di sangue, ferite e morte". Lo dice Daniela Trollio, compagna di vita e di lotta per 52 anni di Michelino, l’instancabile portavoce del Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio, scomparso il 21 aprile. Lo dice davanti alla lapide di via Carducci dove ieri, per la prima volta dopo 25 anni, a commemorare gli operai "uccisi nel nome del profitto" non c’era Michelino. "Questo non significa che non dobbiamo andare avanti. Il comitato è il monumento alla sua vita e porteremo avanti la sua battaglia – ha assicurato Daniela –. Negli ultimi anni abbiamo capito che i morti sul lavoro non sono solo quelli della fabbrica. Non si può accettare un lavoro dove si trova la morte".

La banda degli ottoni suona l’Internazionale, i tanti amici alzano il pugno chiuso tra le bandiere rosse e le rose per ricordare i bredini uccisi dall’amianto, le 32 vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, gli operatori sanitari stroncati dal Covid e "tutti i morti sul lavoro, che sono la faccia più brutale del sistema in cui viviamo".

Unione inquilini, sindacati come i Cobas, associazione esposti all’amianto e altri comitati: ieri sera via Carducci era gremita. "Perché Michele era uno che sapeva unire tutti", è stato ripetuto a più riprese. Non solo umanamente, ma politicamente, col ragionamento. "Esprimeva la centralità della lotta di classe – ha ricordato l’amico Visconte –. Dal cup della Pirelli, un organismo autonomo dal sindacato che rappresentava anche i tecnici e gli studenti del ’68, fino al coordinamento ‘Tanta salute a tutti’ che aveva contribuito a fondare per unire tutte le realtà che si battono per una sanità pubblica e non mercificata: una lotta che porteremo avanti in sua memoria".

Insieme nel segno dei diritti, "ha lavorato tutta la vita per l’unità. È stato artista e interprete della linea di Marx", ha spiegato Ciano, amico e compagno. "Se ne è andato pezzo della storia del lavoro degli ultimi 50 anni. Uno che andava a fondo delle cose: delle buste paga, dell’amianto, della salute".

Si riparte da via Magenta, con un’eredità non misurabile. "Per parafrasare Brecht – è stato detto – Michele è uno di quei compagni indispensabili e la sua lotta continuerà dentro ognuno di noi". La strada è tracciata, ha ribadito anche Daniela. "Lui non ha avuto una vita privata. L’ha vissuta per un solo obiettivo: costruire l’unità della classe operaia per rovesciare il sistema capitalista barbaro, che schiaccia chi è più fragile".

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