di Andrea Gianni Milano sarà la prima città a vedere la ripresa, ma bisognerà attendere il 2022. Nel frattempo il mercato immobiliare registra segno meno e numeri da allarme nel presente, con la previsione di un primo semestre del 2021 connotato da "una flessione di canoni e di contratti di locazione, a causa del calo della domanda in conseguenza delle restrizioni alla circolazione" mentre "sul versante della compravendita è atteso un leggero incremento delle unità transate, con quotazioni di...

di Andrea Gianni

Milano sarà la prima città a vedere la ripresa, ma bisognerà attendere il 2022. Nel frattempo il mercato immobiliare registra segno meno e numeri da allarme nel presente, con la previsione di un primo semestre del 2021 connotato da "una flessione di canoni e di contratti di locazione, a causa del calo della domanda in conseguenza delle restrizioni alla circolazione" mentre "sul versante della compravendita è atteso un leggero incremento delle unità transate, con quotazioni di mercato improntate alla stabilità". Un quadro tracciato dall’Osservatorio sul mercato immobiliare Nomisma. A Milano il comparto dei negozi quest’anno ha fatto registrare flessioni medie più significative, sia su base semestrale sia annuale. La città sconta, infatti, un calo semestrale dei prezzi medi superiore alla media delle grandi città monitorate (-2,9% contro -2,2%), in controtendenza rispetto alla performance attesa in tempi normali. "Milano – spiega Nomisma – non ha beneficiato della finestra di normalità, e di conseguente ripresa, del terzo trimestre in cui la città è rimasta sostanzialmente spopolata, a causa del prolungamento dello smart working nel settore dei servizi (lato uffici) e dell’assenza di domanda per le attività commerciali".

Nel mercato degli uffici i prezzi hanno registrato una flessione in linea con la media delle grandi città (-2,2% semestrale), rilevante sul mercato di Milano perché segue il risultato sostanzialmente positivo del primo semestre (-0,4% su base semestrale). Tengono meglio le periferie rispetto alle altre localizzazioni, e soprattutto rispetto ai business district, che scontano un calo del 3,1% su base semestrale, correlato alla mancata completa ripresa delle attività in presenza negli edifici direzionali. Dati che fanno intravedere un futuro in bilico per aree della città sviluppate per ospitare megauffici che potrebbero essere ridimensionati con un ricorso allo smart working massiccio. L’impatto della pandemia "sul settore immobiliare è stato inevitabile ed ha comportato una decisa contrazione delle compravendite, l’indebolimento della domanda e una contrazione dei prezzi" anche nel residenziale. Per chi è alla ricerca, potrebbe essere il momento giusto per comprare casa. C’è anche una nota positiva, nel lento ritorno a Milano di studenti e lavoratori fuggiti dalla città nella prima fase della pandemia: i canoni di locazione medi flettono meno rispetto ai prezzi (0% semestrale e -0,9% annuale), presentando addirittura un lieve aumento in periferia.