Una protesta contro il femminicidio
Una protesta contro il femminicidio

Milano, 15 luglio 2020 - Sei denunce di violenza sessuale in poco meno di quarantotto ore, arrivate sul tavolo del procuratore capo del pool fasce deboli Letizia Mannella che le fa dire "un fenomeno terribile, in queste ore il record nero, quattro soltanto ieri, di cui due in strada e due casi stamattina che si sono consumati nella notte precedente". Un tipo di criminalità da strada feroce e, se è vero che in alcuni casi le denunce vanno analizzate bene, ci sono ancora tanti casi gravissimi, come i due successi la notte scorsa.

In particolare uno ai danni di una ragazza appena ventenne, tralasceremo i dettagli, come conviene in questi casi, perché non sia possibile identificare nessuno, nè avere altri riferimenti che possano restringere il cerchio. Il fascicolo sarà affidato in queste ore. I fatti: la giovane, 20 anni compiuti da poco, esce in compagnia di un gruppo di amici, tutti coetanei, una delle prime serate di svago per la ragazza che ha da poco subito un grave lutto. Siamo ai Navigli, durante la serata i ragazzi si fermano in un locale, tutti assieme. La ragazza, che diventerà vittima dello stupro, conosce lì, quella sera stessa un 60enne, proprietario del locale. Cominciano a chiacchierare, fino a quel momento con lui non aveva confidenza. La serata prosegue leggera fra chiacchiere e qualche bicchiere, ma nessuno è ubriaco. Quando sta per chiudere il locale e gli amici della ragazza si sono in parte allontanati, o stanno bevendo nell’estivo, l’uomo che si è mostrato amico, attira la giovane con una scusa, poi le toglie il cellulare, la trascina nel bagno del locale e consuma lo stupro. La ragazza urla cerca aiuto, ma nessuno la sente perché lui le impedisce di gridare troppo forte e il bagno è distante dal resto del locale.

Sarà solo in un momento successivo che i suoi amici non vedendola più arrivare e vedendo che non risponde al cellulare sospettano che possa esserle successo qualcosa, la cercano, ormai è tardi, è notte. Decidono di ritrovarsi tutti davanti al locale perché lì l’hanno lasciata. La giovane nel frattempo era riuscita a liberarsi, ad uscire, gli amici la trovano sotto choc in strada e la portano subito alla Mangiagalli. Il servizio Svs accerta una situazione compatibile con una violenza sessuale. Le indagini sono partite dal referto della Mangiagalli, dai racconti della giovane vittima e dei ragazzi che erno con lei.

Altro luogo, altra violenza sessuale, poche ore dopo, stavolta vittima è una 30enne "adescata per strada", in zona viale Monza. Il copione è quasi sempre lo stesso, modi gentili che fanno abbassare le difese, le donne si fidano e scatta l’aggressione. In questo caso lui le propone un passaggio a casa, dopo una lunga chiacchierata. Perché no? Lei non sospetta nulla e così decide di accettare. In macchina in realtà lui devia il percorso e la porta in un luogo isolato dove le userà violenza, la donna risce a fuggire dall’auto, scappa sulla strada e fa denuncia. La procura è fiduciosa sull’identificazione di entrambi.