Milano, 20 luglio 2019 - Un tuffo in piscina sotto le stelle, il malore improvviso, la tragedia. Quella che ha tutti i contorni di una bravata notturna è costata la vita a Marco Scarcella, 28 anni, di Rozzano, annegato ieri nella piscina comunale di via Sant’Abbondio alla periferia sud di Milano. Secondo quanto appreso era in compagnia della fidanzata coetanea e insieme hanno deciso di scavalcare la recinzione del centro balneare pubblico, accedendo direttamente alla vasca esterna per un bagno romantico alle 3 di notte. Un bagno da fare soli, approfittando del fatto che l’impianto a quell’ora fosse chiuso e aggiungendo così al brivido dell’acqua fresca in una calda notte d’estate il gusto del proibito.

Gli amici raccontano che Marco fosse un frequentatore abituale della struttura anche durante il giorno. Evidentemente conosceva bene quegli spazi; la recinzione, alta circa 3 metri, non deve averlo scoraggiato, quindi avrebbe scavalcato la cancellata insieme alla ragazza (all’ingresso non sono stati trovati segni di effrazione) per poi approdare alla vasca scoperta, lunga 50 metri. Una volta tuffatosi, qualcosa però è andato storto e la ragazza si sarebbe trovata a dover soccorrere Marco, inghiottito dall’acqua. È stata lei a lanciare l’allarme telefonando al 118 alle 3.18: in via Sant’Abbondio sono arrivati i soccorritori insieme a vigili del fuoco e polizia. Ma per il 28enne non c’è stato nulla da fare: è morto sul fondale della vasca. Per recuperare il corpo sono dovuti entrare in azione i sommozzatori, mentre un’altra squadra dei vigili del fuoco si era data da fare per accedere all’impianto balneare che a quell’ora aveva i cancelli sbarrati. Marco aveva addosso solo gli slip, quindi deve essersi buttato in acqua volontariamente dopo essersi spogliato.

Gli elementi raccolti finora dagli uomini della Squadra Mobile guidata da Lorenzo Bucossi lasciano pensare che il 28enne sia stato colpito da un malore improvviso, anche se tutte le ipotesi restano aperte. Ieri la Polizia Scientifica ha lavorato ore, per i necessari rilievi. Ed è stata raccolta la preziosa testimonianza della ragazza. Di più si potrà scoprire anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Ma solo l’autopsia, che è stata già disposta, potrà chiarire la causa della morte.

Il bagno in piscina sembra essere l’idea che entrambi i ragazzi hanno avuto per concludere la serata: «Marco era uscito con la fidanzata - racconta un amico - Erano andati a cena, poi a bere qualcosa. Stamattina (ieri, ndr) la mamma di Marco mi ha telefonato preoccupata perché non era rientrato e sono corso in via Sant’Abbondio mentre ero ancora in pigiama, dopo aver letto del ritrovamento di un corpo in piscina». Non si capacita di questa morte: «È assurda. Marco era un ragazzo d’oro. Lavorava, amava giocare a calcio, stare con gli amici e la famiglia. Mi sembra impossibile che non ci sia più».