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26 feb 2022

Sul ghiacciaio con le ciaspole, milanese cade in un crepaccio e muore

La vittima, 48 anni e residente a Cologno, stava facendo un’escursione con la compagna sul Piccolo Cervino

26 feb 2022
laura lana
Cronaca
Mauro Roversi si trovava a 3.700 metri quando un ponte di neve e ghiaccio ha ceduto: la caduta e poi giù nel crepaccio
Mauro Roversi
Mauro Roversi si trovava a 3.700 metri quando un ponte di neve e ghiaccio ha ceduto: la caduta e poi giù nel crepaccio
Mauro Roversi

Cologno Monzese, 27 febbraio 2022 - È sprofondato in una fessura del ghiacciaio per 25 metri. È morto in un incidente in montagna Mauro Roversi, 48 anni, residente a Cologno Monzese, che stava trascorrendo un soggiorno a Breuil-Cervinia con la sua compagna. Si trovava sul Piccolo Cervino, in territorio svizzero, a 3.700 metri di quota. Roversi stava procedendo sul ghiaccio con le ciaspole e i ramponcini insieme alla donna. I due compagni di cordata erano slegati, quando un ponte di neve e ghiaccio ha ceduto lui è caduto, scivolando nel crepaccio.

La coppia aveva raggiunto per un’escursione la zona tra il ghiacciaio di Plateau Rosà e il ghiacciaio del Piccolo Cervino, quando si è verificato l’incidente mortale. Sul posto sono intervenuti i soccorritori svizzeri ed Air Zermatt. Le operazioni inizialmente sono state coordinate dalla centrale unica del soccorso alpino valdostano. La salma è stata recuperata dai soccorritori elvetici: si trovava a circa 25 metri di profondità, coperta dal ghiaccio e dalla neve, che costituiva il ponte. Dopo essere stato estratto, il corpo del 48enne è stato riportato a valle in Svizzera in elicottero. In un primo momento si pensava che potesse essere ancora vivo, seppur in gravi condizioni, invece l’impatto è stato fatale e quando i soccorritori lo hanno raggiunto non hanno che potuto constatare il decesso.

Escursionista, amante dello sport, delle gite fuori porta e soprattutto della montagna, Roversi lascia due figli. Tifoso della Juventus con la fede calcistica trasmessa anche ai due bambini, appassionato di boxe, abituale frequentatore della piscina: una vita per lo sport e per le escursioni. A Cologno lascia un vuoto incolmabile, ma soprattutto tanta incredulità quando la notizia ha iniziato a diffondersi in serata. "La tua passione per la montagna ti ha portato via da noi, ma non dai nostri cuori - scrive Rosa -. Sei un ragazzo meraviglioso, ma soprattutto un papà fantastico". Gli amici ricordano il sorriso aperto e la fiducia verso la vita. "Nonostante la vita fosse dura, diceva che bisognava sempre sorridere e resistere. Amava tantissimo i suoi bambini, per i quali era un padre esemplare", commenta Stella. "Aveva sempre una parola buona per tutti. La vita non sempre è stata complice ma sapeva affrontare tutto con il sorriso", fa eco Luisa.
 

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