Carabinieri e vigili del fuoco al cantiere M4
Carabinieri e vigili del fuoco al cantiere M4

Milano, 15 gennaio 2020 - Le verifiche degli investigatori si stanno concentrando anche sull’interazione tra la falda acquifera e il cantiere-manufatto di piazza Tirana della metropolitana blu, in particolare per verificare se sul crollo improvviso che lunedì alle 18.40 ha provocato la morte del quarantaduenne Raffaele Ielpo, caposquadra della «talpa» utilizzata per scavare le gallerie della futura M4, possa aver influito in qualche modo un’infiltrazione d’acqua.  Secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri, il tecnico, che aveva una grandissima esperienza nella costruzione di grandi opere come linee del metrò, trafori e Alta velocità, stava effettuando alcune misurazioni con il filo a piombo in una stanza di circa venti metri quadrati scavata proprio l’altro ieri – una sorta di uscita di emergenza ricavata tra due tunnel principali – e la cui volta non era stata ancora “consolidata“: è possibile anche che lo smottamento del soffitto, dal quale si è staccato un unico blocco composto da quattro-cinque massi di grosse dimensioni, sia stato originato da una sacca di sabbia presente nell’agglomerato di materiali, che potrebbe aver Il punto in cui è avvenuto il crollo alle 18.40 di lunedìdestabilizzato il resto della struttura sovrastante. 

Ieri mattina il procuratore aggiunto del pool Ambiente, salute e lavoro Tiziana Siciliano, che ha aperto sul caso un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ha effettuato un sopralluogo nella zona dell’incidente mortale, finita subito sotto sequestro per ricostruire con esattezza la dinamica ed evitare rischi di ulteriori distaccamenti. Nelle prossime ore, i magistrati nomineranno anche un ingegnere strutturista per una consulenza su quanto accaduto, per accertare, tra le altre cose, la regolarità dei materiali utilizzati e delle procedure seguite nell’area a 18 metri di profondità; da quanto risulta, sembra che le norme anti-infortunistica siano state rispettate. Forse già domani verrà eseguito l’esame autoptico sul corpo di Raffaele Ielpo: l’ipotesi più probabile è che a provocare il decesso sia stata un’emorragia interna, considerato che l’operaio specializzato è stato colpito in pieno petto da una delle pietre precipitate. 

I colleghi presenti al momento del cedimento, sentiti subito dopo i fatti dai militari della Compagnia Magenta coordinati dal maggiore Fabio Manzo e dal capitano Alfonso Sammaria, hanno riferito che inizialmente la situazione non sembrava grave: il quarantaduenne è riuscito in qualche modo a liberarsi dal cumulo di detriti e ad alzarsi da solo. «Poi ha detto “Mi sento male, mi sento male“ e ha perso immediatamente i sensi», la versione degli altri operai sotto choc. All’arrivo dei sanitari del 118, l’uomo era già in arresto cardiocircolatorio: le manovre di rianimazione sono andate avanti a lungo, ma alle 20 i medici dell’ospedale San Carlo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.