Una corsia d'ospedale (Foto archivio Newpresse)
Una corsia d'ospedale (Foto archivio Newpresse)

Milano, 29 aprile 2016 - Una 36enne, originaria della Valtellina (Sondrio), è morta venerdì in ospedale a Milano. La donna - che era in attesa di due gemelli - si era affidata alla procreazione medicalmente assistita per riuscire a coronare il sogno di diventare madre. Era alla ventiquattresima settimana di gravidanza e, a quanto si è saputo, si era recata nei giorni scorsi al San Raffaele perché aveva avuto avvisaglie di un parto spontaneo ma, visto l'aggravarsi delle condizioni, era trasferita alla clinica Mangiagalli del Policlinico dove sono presenti strutture specializzate e dove esiste anche un reparto di terapia intensiva neonatale. Stando a quanto riferito, i medici, poiché si era verificata un'emorragia, hanno cercato di praticare un cesareo d'urgenza che non è riuscito. La donna è morta, come non sono sopravvissuti i due feti. L'ospedale milanese si è messo a disposizione della Procura che ha aperto un'inchiesta dopo l'esposto della famiglia della donna e parla di "tragica fatalità". Il Policlinico aveva subito avviato un'inchiesta interna, prevedendo l'autopsia che è stata rinviata dopo l'intervento della magistratura e che sarà effettuata nei prossimi giorni.

"Siamo tutti vicini alla famiglia in questo momento di gravissima perdita - si legge in una nota dell'ospedale - così come siamo accanto alla nostra squadra di esperti per dare loro tutto il nostro appoggio. Abbiamo piena fiducia nell'operato dei nostri medici e delle nostre ostetriche, che hanno reso il nostro Ospedale uno dei migliori e più sicuri punti nascita d'Italia. Non a caso la donna ci era stata affidata da un'altra struttura, proprio perché siamo punto di riferimento per gravidanze in cui sono possibili complicazioni". L'ospedale assicura di aver "immediatamente avviato un'indagine interna per ricostruire ogni dettaglio della vicenda, e i nostri operatori hanno sin da subito dato la loro piena collaborazione alla Magistratura per tutti i rilievi del caso".
"Ora - conclude la direzione generale del Policlinico di Milano - bisogna attendere l'esito delle indagini, per fare luce e capire se questa tragedia rientra in quei casi, per fortuna pochissimi, in cui la medicina non è purtroppo in grado di evitare l'inevitabile".