Milano, 13 aprile 2018 - Il Centro di chirurgia plastica ed estetica MC di Milano, dove lo scorso luglio è stata sottoposta a una liposuzione una donna romena poi morta due giorni fa in un hospice nel Bresciano, "continua a essere operativa" e il medico chirurgo Mattia Colli, indagato per omicidio colposo, "oggi è tornato al lavoro, anche perché si tratta di un medico di alto livello che opera in una struttura importante, autorizzata e che ha tutti i parametri in regola per operare".

Lo ha spiegato il difensore del chirurgo 32enne, l'avvocato Gian Filippo Schiaffino, mentre si attende l'autopsia sul cadavere della 34enne Ana Maria Cracium. Gli esami autoptici probabilmente non verranno fissati prima dell'inizio della prossima settimana e nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luisa Baima Bollone e condotta dai carabinieri, si sta analizzando la documentazione acquisita, tra cui le cartelle cliniche (verifiche anche sui titoli ad operare del medico), durante la perquisizione di ieri nella clinica, uno studio-appartamento a due passi dal Tribunale di Milano. Secondo il difensore, l'episodio «si presta a una difesa efficace, anche perché hanno operato anche medici di un altro Paese». La donna, infatti, che secondo la denuncia del compagno, assistito dal legale Laura Gravina, ha vissuto «nove mesi di agonia», dopo la liposuzione è tornata in Romania dove è stata operata più volte per una «fascite necrotizzante», ossia una grave forma di infezione legata all'intervento nella clinica, secondo la denuncia, e a causa della quale, poi, è morta.

Il decorso «causale» fino alla morte, però, secondo la difesa, dovrà essere analizzato anche con gli accertamenti autoptici. Il medico, ha spiegato il difensore, «ha seguito tutte le regole e le prescrizioni anche nella fase post operatoria, prescrivendo antibiotici alla signora che poi è tornata in Romania».