di Giambattista Anastasio e Giulia Bonezzi Le vaccinazioni antiCovid, la sanità da rafforzare fuori dagli ospedali, le malattie che non sono il Covid, coi ritardi in diagnosi e cura accumulati causa pandemia che poi presenteranno il conto anche in liste d’attesa. Letizia Moratti, nuova vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, mette in fila le priorità. I vaccini, il "piano regionale che sta andando avanti nei tempi stabiliti, faremo il possibile per incrementare ma dipende anche dalla...

di Giambattista Anastasio e Giulia Bonezzi

Le vaccinazioni antiCovid, la sanità da rafforzare fuori dagli ospedali, le malattie che non sono il Covid, coi ritardi in diagnosi e cura accumulati causa pandemia che poi presenteranno il conto anche in liste d’attesa. Letizia Moratti, nuova vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, mette in fila le priorità. I vaccini, il "piano regionale che sta andando avanti nei tempi stabiliti, faremo il possibile per incrementare ma dipende anche dalla disponibilità di dosi" fornite "dal Governo", stanno al punto uno per ordine cronologico.

Ma il primo tema citato dal neoassessore, alla presentazione del Fontana-bis in cui le toccano il primo applauso dei colleghi e l’ultima parola, è "rivedere l’organizzazione" della sanità lombarda "per una maggiore attenzione al territorio. È un impegno che intendo portare avanti con determinazione e confronto costruttivo". Lo strumento è la revisione della legge 23, la riforma della riforma Maroni: "Ci sono vari testi in lavorazione, insieme al governatore e a tutta la Giunta ho intenzione di chiudere in tempi rapidi". Per dare "una miglior risposta non solo all’emergenza: la mia attenzione sarà anche sulle altre patologie, sulle liste d’attesa, la sanità non può esaurirsi solo nel Covid". Il programma dei prossimi "due-tre giorni, non di più" è iniziare "a conoscere la struttura, aprire un confronto coi direttori delle Asst, delle Ats, degli Irccs, delle strutture accreditate, i sindacati dei medici e delle professioni sanitarie, col volontariato e con i sindaci dei capoluoghi". Moratti insiste sul "lavoro di squadra", "con la Giunta e il Consiglio, maggioranza e opposizione". Respinge le richieste di parlare di "errori" di chi l’ha preceduta: "A Giulio Gallera va tutta la mia solidarietà, si è trovato a gestire una pandemia per la quale nessuno era preparato, in Italia e nel mondo". In generale "non sta a me dare giudizi: la Lombardia è stata la prima a essere colpita da questo tsunami, cerchiamo di imparare anche dagli errori che tutti, tutte le Regioni e tutti i Paesi, possiamo aver fatto". Nemmeno annuncia discontinuità, Moratti, ma "cercherò di portare avanti le cose buone e se possibile migliorare, cercando anche di ascoltare chi è scontento o ha paura, non accede ai servizi per paura del Covid. Mi metto al lavoro al servizio di tutti i lombardi, per dar loro una sanità più efficace ed efficiente possibile, non lasciare indietro nessuno e far sì che tutti sentano che c’è da parte della Regione un progetto di presa in cura".