Monopattini a Milano
Monopattini a Milano

Milano, 17 agosto 2019 - Fortunato chi li vede. I monopattini elettrici già da ieri sono praticamente scomparsi in quelle zone cittadine dove solo fino a qualche giorno fa si vedevano in sosta intere flotte. Il centro parla chiaro. Niente ruote piccole ed elettrificate parcheggiate in piazza della Scala, Duomo, piazza Castello.  In Corso Vittorio Emanuele II, dove era tutto uno sfrecciare e fare slalom di «tavolette» fra i turisti a piedi, in un’ora di osservazione non ne abbiamo scorto neppure uno.

È l’effetto «deflagrante» della lettera del Comune del 14 agosto che ha intimato agli operatori – a luglio erano sette - di ritirare «entro tre giorni» - dunque entro oggi - «i dispositivi per la micro-mobilità elettrica», come si legge nella comunicazione firmata dalla vicesindaco Anna Scavuzzo e dall’assessore comunale alla Mobilità, Marco Granelli. Il documento intima a tutte le società che stavano offrendo il servizio sharing di interrompere le loro attività fino a quando non saranno approvate tutte le regole di circolazione. Che sono state un vero e proprio “parto”.

Riavvolgiamo il nastro. Palazzo Marino aveva lanciato un avviso pubblico già un anno fa, sospeso poi per la necessità di attendere che il ministero dei Trasporti diramasse le linee guida. Un compito al quale il ministro Danilo Toninelli ha ottemperato solo il 4 giugno, stabilendo che si possa muoversi coi monopattini nelle aree pedonali con una velocità di sei chilometri orari e nelle zone 30 e ciclabili, ma solo appena i Comuni metteranno gli appositi cartelli. Il 26 luglio l’amministrazione ha stabilito delle regole, e multe a partire da 26 euro, rivelatesi insufficienti a governare il fenomeno. Intanto le società hanno continuato a dislocare le loro flotte in città, nonostante l’avviso pubblico in stand by, con l’autorizzazione dello stesso Comune, ma di un ufficio diverso, quello del Commercio. A questo punto la Procura di Milano ha voluto vederci chiaro e ha avviato un’indagine esplorativa per fare luce sulle modalità del servizio dando al Comune 10 giorni di tempo per rispondere a una serie di quesiti.

La svolta alla vigilia di Ferragosto, con la lettera di risposta del Comune alla Procura, l’avviso di “sfratto” agli operatori e l’annuncio, via social, di una delibera in Giunta, attesa per il 30 agosto che istituirà e disciplinerà il servizio e le caratteristiche degli operatori. Ieri il Comune ha aggiunto che è stato fissato per fine mese l’incontro con tutte le società e che «nelle prossime settimane sarà definito il bando per la manifestazione di interesse, all’interno del quale sarà anche richiesto alle società di comunicare con chiarezza all’utenza le regole della circolazione». Con obblighi e divieti.

«Regole di buon senso ma avrebbero dovuto stabilirle prima che partisse la sperimentazione», afferma Davide Esposito del Ralph’s alle Colonne di San Lorenzo. La medievale Porta Ticinese è un’altra delle aree «sgomberate» in fretta e furia. «C’era troppa anarchia. I monopattini viaggiavano a velocità sostenuta anche sui marciapiedi di via Torino: i clienti che uscivano dal negozio rischiavano di essere investiti» conferma Lorenzo Venuzza di Size. Gli incidenti sono già accaduti. Tanto che Bird, uno dei sette operatori, si è ritirato: il suo amministratore delegato risulta indagato per lesioni colpose gravi dopo che un ragazzo in monopattino a fine maggio aveva travolto una donna in via Olona, provocandole una frattura del bacino.