Fabio Galesi nel suo quartiere (Newpress)
Fabio Galesi nel suo quartiere (Newpress)

Milano, 16 aprile 2015 - «Fabio Galesi cadavere». Vernice bianca, caratteri cubitali. La scritta è comparsa ieri mattina in largo Boccioni a Quarto Oggiaro, sulla facciata delle case popolari al civico 10 appena sotto i citofoni. Ed è l’ennesima minaccia di morte rivolta al consigliere di Zona 8 del Pd, da sempre attivo per il decoro delle case popolari. Ieri Galesi ha sporto nuovamente denuncia, contro ignoti, al commissariato di Quarto Oggiaro. «La quinta», spiega al Giorno. Le prime due risalgono allo scorso luglio, dopo che i magazzini di via Pascarella erano stati occupati abusivamente da alcuni vandali, che presumibilmente si erano poi dati da fare anche per spaccare i vetri di un vicino caseggiato. «In quell’occasione ero stato minacciato da Pulce (baby delinquente che capeggiò una rivolta al Beccaria, ndr) e dalla sua banda. Quindi avevo denunciato», spiega Galesi, che poi si aveva avuto anche un diverbio col padre del ragazzino. «Altre minacce, nuova denuncia».

Un’altra riguarda largo Boccioni: «Una donna, occupante abusiva di casa popolare, mi aveva minacciato perché mi riteneva responsabile del suo sgombero avvenuto dopo l’incendio alla portineria di largo Boccioni 10». E la scorsa settimana, Galesi ha presentato un esposto alla polizia locale relativo ai manifesti irregolari targati Casa Pound, che hanno imbrattato tutto il quartiere.

Ieri la nuova minaccia. «In via Aldini – racconta Galesi – ho notato un’altra scritta: “mussulmano” (sic) con di fianco una svastica, realizzata con la stessa vernice e calligrafia. E poi c’è un’altra persona presa di mira, il cui nome è stato scritto una trentina di volte in via Aldini affiancato da un insulto, persino sulla facciata della parrocchia dei Santi Nazaro e Celso». Il Nuir, Nucleo intervento rapido, ha rimosso tutti gli imbrattamenti. Intanto moltissimi esprimono solidarietà al consigliere. Tra questi, il sindaco Pisapia che su Facebook scrive «Tutta Milano, la Milano che non si arrende alla violenza, è con lui. Non ci stancheremo mai di sostenere la sua battaglia, e quella di tanti altri cittadini del quartiere, per la legalità». Galesi non si arrende: «Queste minacce - conclude - non mi frenano. Anzi, mi spronano a fare sempre meglio».