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16 mar 2022

Milano, in Comune allarme bilancio: "Ci servono 200 milioni"

Sala: "Il Governo intervenga o non riusciremo a far quadrare i conti del 2022. In calo gli introiti da Sea e Atm. E le città virtuose sono le più penalizzate"

16 mar 2022
massimiliano mingoia
Cronaca
Il Sindaco Beppe Sala
Il Sindaco Beppe Sala
Il Sindaco Beppe Sala
Il Sindaco Beppe Sala

Scatta l’allarme rosso sui conti del Comune. Il sindaco Giuseppe Sala dice a chiare lettere che "senza 200 milioni di euro di intervento da parte del Governo non riusciremo a chiudere il bilancio preventivo del 2022". Palazzo Marino ha tempo fino al 31 maggio per approvare la manovra ma all’appello mancano ancora i ristori da Roma. In tempi di emergenza Covid e di crisi economica, infatti, il Governo ha inviato al Comune 478 milioni di euro nel 2020 e 461 milioni nel 2021 per consentire a Milano di far quadrare i conti. Quest’anno, per ora, zero. Certo , nel 2022, con la fine, almeno si spera, dallo stato di emergenza da pandemia, i conti dovrebbero migliorare, ma non tanto da consentire alla Giunta e al Consiglio di approvare un bilancio in pari senza gli aiuti economici da parte del Governo. "I costi sono fissi, i ricavi no – ricorda Sala –. In questo momento paghiamo difficoltà soprattutto perché non abbiamo i dividendi della Sea (nel 2019 la Spa aeroportuale aveva versato al Comune 85,4 milioni di euro, nel 2020 e 2021 zero, ndr ) e anche perché sul trasporto pubblico pensate a quanta bigliettazione in meno viene fatta". Sul fronte delle tariffe Atm, dopo i 437 milioni di euro incassati nel 2019, gli introiti sono calati a 117 milioni nel 2020 e a 350 milioni nel 2021. Con meno traffico, sono diminuiti anche gli incassi da multe: 244 milioni di euro nel 2019, 146 milioni nel 2020 e 190 milioni nel 2021.

«Al momento io vado avanti, mi prendo le mie responsabilità sui costi come se il problema poi lo risolvessimo e quindi non taglio i servizi – continua il sindaco –. Rimane il fatto che restiamo appesi a una decisione del Governo. Ne sto parlando con tutti, ho incontrato due volte il ministro dell’Economia Daniele Franco, ne ho parlato con il presidente del Consiglio (Mario Draghi, ndr ) proprio sabato pomeriggio, la questione la conoscono, non è solo di Milano ma per Milano è un filo più grave". Più grave perché? "C’è questo paradosso: i Comuni più virtuosi, più ricchi in condizioni normali, in questo momento pagano più pegno, altri hanno meno ricavi e sono più facilmente bilanciabili". C’è anche il problema degli appalti pubblici: "Aziende a cui abbiamo affidato i lavori ci prospettano la difficoltà a farli con le tariffe concordate. Il Governo fino a prima della guerra aveva ipotizzato un adeguamento del 4% sulle tariffe per i lavori pubblici ma è evidente che oggi non basta". Il capogruppo di FdI Riccardo Truppo, intanto, protesta: "Sala venga a riferire immediatamente in Consiglio. Non è possibile rappresentare un’emergenza simile a margine di un evento pubblico".

 

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