Una protesta per le strade di Milano per chiedere il rispetto dei diritti dei lavoratori e investimenti per il rilancio dell’economia
Una protesta per le strade di Milano per chiedere il rispetto dei diritti dei lavoratori e investimenti per il rilancio dell’economia

Milano 21 marzo 2019 - Nuove nubi sul futuro di Galimberti Spa, storica catena di negozi di elettronica, dopo che - ha reso noto il sindacato Filcams-Cgil - il Tribunale di Milano non ha approvato il concordato preventivo presentato dalla società. Il 28 marzo è stata fissata una nuova udienza e, senza una svolta, «visto che la situazione debitoria nei confronti di creditori e istituti di credito è altissima, il Tribunale dovrà procedere alla dichiarazione del fallimento». Sono con il fiato sospeso 250 lavoratori, coinvolti in una crisi aziendale che si trascina da mesi, ora arrivata all’atto finale. È solo l’ultimo caso in un bollettino di guerra. All’orizzonte migliaia di posti di lavoro a rischio, una crisi trasversale ai settori in un inizio anno nero nel Milanese.

L’addio della multinazionale giapponese Fujitsu, che ha avviato un piano che prevede la chiusura delle sedi di Milano e Roma, comporterà la perdita di un centinaio di posti di lavoro solo nel capoluogo lombardo. «Una lenta e inesorabile crisi del comparto Information & communication technology - spiega il capogruppo del Pd al Pirellone Fabio Pizzul - la Regione non può permettersi di disperdere questo patrimonio». La crisi ha colpito il gruppo Sirti. Nubi all’orizzonte anche per i dipendenti Vodafone, dopo che l’azienda ha presentato ai sindacati un piano di 1.130 esuberi (circa 1.600 considerando anche i part time) su circa settemila dipendenti in Italia. Effetto anche dell’ingresso nel mercato del «quarto operatore», Iliad, e della battaglia dei prezzi. Solo a Milano sono 2.300 le persone che lavorano per Vodafone, e attendono sviluppi con il fiato sospeso. Ieri i sindacati hanno incontrato l’azienda nella sede di Assolombarda, e oggi torneranno a discutere. «Noi respingeremo qualsiasi atto unilaterale - spiega Stefania Sorrentino, segretaria regionale Slc-Cgil - in generale il settore delle telecomunicazioni è in condizioni preoccupanti».

Un allarme sollevato anche dal segretario generale della Fistel-Cisl Milano Metropoli, Silvio Belleni. «In questa fase stiamo aspettando le mosse dell’azienda - sottolinea - noi ci batteremo per evitare licenziamenti». Cambiando settore, la musica non cambia. Calvin Klein chiuderà la sede milanese, abbandonado la capitale della moda, con una scure su 84 posti. La doccia fredda è arrivata anche per il personale Galimberti-Euronics, già ridotto all’osso per licenziamenti e chiusure di punti vendita. «La gravità della situazione è generata da una chiara incapacità di gestione - attacca la Filcams-Cgil - riteniamo non possano bastare ai 250 lavoratori dichiarazioni aziendali semplicistiche. Sono come sempre i lavoratori a pagare il prezzo più alto».