Milano, 15 maggio 2019 - Alla metropolitana di Milano da oltre mezzo secolo i milanesi si affidano con fiducia. Ma negli ultimi mesi le frenate brusche e altri incidenti hanno provocato feriti e disagi. Anche se i dati dimostrano che il metrò è di gran lunga il mezzo di trasporto più sicuro della metropoli, ora anche la Procura della Repubblica ha aperrto un fascicolo di indagine con l’obiettivo di capire se un filo rosso leghi gli incidenti e i disservizi degli ultimi mesi. Ieri il problema ha interessato il tratto scoperto della linea verde, nella zona nord-est di Milano. Ma questa volta le ragioni dell’imprevisto sembramo chiare: una linea aerea (iol cavo che porta corrente ai convogli) danneggiata.

Treni fermi. Ma non è il capolinea. Centinaia di viaggiatori scendono, alcuni camminano tra i binari nella tratta scoperta del metrò che viaggia all’aria aperta dopo la fermata di Udine in direzione hinterland e nel percorso inverso. Caos in piena ora di punta a Milano. I disagi cominciano alle 8 del mattino di ieri quando un treno di passaggio danneggia parte della linea aerea alla stazione di Cascina Gobba: risultato, circolazione sospesa nelle tratte Udine-Gobba-Cernusco e Udine-Gobba-Cologno Nord per consentire l’intervento dei tecnici. E i treni restano fermi fino alle 10.50, per quasi tre ore.

Nel frattempo scatta l’assalto dei passeggeri rimasti a piedi verso i 60 autobus sostitutivi messi in campo da Atm, mentre l’azienda dei trasporti attiva tutti i canali di infomazione e fornisce assistenza, scusandosi per il disagio. Una mattinata infernale per migliaia di persone. E il guasto di ieri si unisce a una serie di disservizi e disagi degli ultimi mesi. Solo il giorno prima, un treno delle linea rossa aveva frenato bruscamente alla stazione Buonarroti, poco prima delle 10.30: i passeggeri erano stati invitati a scendere e ad attendere l’arrivo del metrò successivo. L’ultima di una lunga serie di “inchiodate” che hanno interessato le linee rossa e verde, con ripetuti episodi a marzo. Il più grave? Quello di lunedì 4, quando un treno della M2 aveva frenato a Loreto facendo cadere numerosi passeggeri. In tre erano finiti all’ospedale tra cui Luca Realdon, 57enne, in codice rosso, con fratture al bacino. Sei giorni dopo, altro incidente a Cadorna, con 9 feriti lievi tra cui due bambini e una donna di 70 anni soccorsa in codice giallo.

In circa un anno e mezzo sarebbero avvenute almeno 50 frenate d’emergenza che hanno causato oltre 60 feriti, solo sulle linee 1 e 2, la rossa e la verde, quelle in cui circolano i nuovi treni leonardo. fatti su cui anche la procura vuole vederci chiaro: c’è un’indagine aperta, coordinata dal procuratore aggiunto tiziana siciliano.

Arrigo Giana, direttore generale di Atm, aveva spiegato due mesi fa che «il 70 per cento delle frenate riguarda falsi allarmi e il 30 un rischio reale», come ad esempio la presenza di un altro treno a distanza ravvicinata, rilevato dal sistema di sicurezza. È già allo studio un piano per rendere più dolci le frenate. Intanto Atm fa sapere che si stanno mettendo in campo accorgimenti e che si riscontra una netta diminuzione delle frenate brusche nell’ultimo periodo. Tra questi è prevista la rimozione delle barriere antisuicidi alla stazione di Sesto 1° Maggio FS, che avrebbero ingannato i sensori.