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14 mag 2022

Memoriale Shoah e Cdec, nuovi spazi per la Storia

Dal 15 giugno le due fondazioni apriranno alla cittadinanza: laboratori, biblioteca, un archivio consultabile

Uno spazio per studiare, approfondire, fare ricerca e confrontarsi dedicato agli studenti, ma aperto a tutta la città. Un nuovo polo di storia, un laboratorio sul presente, così complesso, che circorda. Il Memoriale della Shoah, completati i lavori di realizzazione dell’ultima ala, ospiterà il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) inaugurando gli spazi dal 15 giugno e avviando una sinergia con il Cdec, il principale centro di ricerca sulla storia degli ebrei in Italia.

I nuovi spazi, progettati dallo studio Morpurgo de Curtis

Architetti Associati, (oltre 750 metri quadrati, nella foto) includono la biblioteca, l’aula didattica e l’Agorà, luogo di incontro e dialogo.

Chi vorrà potrà anche visitare il Memoriale accompagnato da guide specializzate e usufruire di un’ampia struttura di studio accessibile al pubblico. Il patrimonio della biblioteca della Fondazione CDEC, infatti, conta 31.000 monografie in varie lingue, 700 tesi di laurea e 2000 testate di periodici, mentre l’Archivio raccoglie la maggior parte delle testimonianze esistenti sulla storia degli ebrei in Italia, dall’età dell’Emancipazione fino ai giorni nostri. I materiali, raccolti negli anni dalla Fondazione, rappresentano un patrimonio documentale prezioso, che sarà consultabile su prenotazione. E non mancheranno le novità. Il contenuto delle Sale delle Testimonianze, parte integrante dell’allestimento permanente del Memoriale, per esempio, verrà completamente rinnovato. I visitatori potranno usufruire di video dell’Archivio della Fondazione CDEC e di nuovi materiali prodotti dal Memoriale. Tra questi, le fondazioni hanno lavorato alla realizzazione di una video intervista esclusiva del giornalista Corrado Augias a Edith Bruck e il video di Ruggero Gabbai che documenta la prima visita di Liliana Segre, accompagnata da Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto, nel luogo da cui è stata deportata.

Inoltre partirà anche il nuovo progetto di raccolta delle testimonianze dei visitatori: in questi anni l’esperienza di visita del Memoriale ha in alcune occasioni risvegliato ricordi sepolti da tempo, come esperienze dirette o memorie di famiglia trasferite da una generazione all’altra.

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