I carabinieri sulle tracce dei ladri che hanno sottratto le dosi del medicinale
I carabinieri sulle tracce dei ladri che hanno sottratto le dosi del medicinale

Melzo (Milano), 3 gennaio 2019 - È un furto di farmaci allarmante, molto più di altri che avvengono negli ospedali, quello scoperto a Melzo l’ultimo dell’anno. Perché a sparire dal pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Stelle, nell’hinterland Est di Milano, sono state quattro fiale di Fentanil medicinale, per un totale di quattrocento microgrammi.

Una quantità enorme, se si pensa che questo oppioide sintetico, cento volte più potente della morfina e cinquanta più dell’eroina, è tra i sorvegliati speciali di forze dell’ordine e sistemi d’allerta sanitari sulle droghe, perché può uccidere anche in dosi bassissime (pochi milligrammi, o microgrammi, poiché alcuni derivati sono anche cento volte più potenti dell’originale). Come farmaci, i fentanili sono utilizzati come anestetici in chirurgia, e come analgesici nelle terapie palliative, sotto forma di cerotti, lecca lecca, pastiglie. L’abuso di fentanili, invece, è fortemente indiziato per la morte di alcune rockstar e certamente responsabile dell’impennata di overdose negli Stati Uniti negli ultimi anni. Anche perché vengono mescolati ad altre droghe, soprattutto eroina, e chi la usa può non esserne consapevole. In Italia i derivati del Fentanil sono coinvolti in due decessi sui quali l’Istituto superiore di sanità, l’anno scorso, ha lanciato l’allerta massima. Entrambi in Lombardia: un trentanovenne morto a Milano nell’aprile 2017 per overdose da Ocfentanil, e un uomo di 55 anni trovato senza vita lo scorso giugno nella sua casa di Travedona Monate, in provincia di Varese, dove i carabinieri hanno sequestrato una busta nella quale il laboratorio del Nucleo investigativo di Milano ha poi individuato il Furanilfentanil.

Sono ancora i carabinieri a occuparsi della sparizione delle quattro fiale dall’ospedale Santa Maria delle Stelle, denunciata lunedì da un medico del pronto soccorso ai militari di Melzo, che hanno subito avvertito il magistrato di turno e avviato le indagini. A quanto si apprende, il farmaco era custodito in cassaforte, ma la chiave che l’apriva non era tenuta, a sua volta, sotto chiave. E i locali non erano sorvegliati da telecamere. Del resto, proprio perché sono più vulnerabili dei magazzini o dei tir, secondo gli esperti di sicurezza delle aziende farmaceutiche e la società dei farmacisti Sifo, le strutture ospedaliere sono sempre più nel mirino dei ladri. Che riciclano gli oppioidi nel mercato degli stupefacenti. Due anni fa, nel Sud Milano, i carabinieri sequestrarono duemila pastiglie di ossicodone; venivano spacciate anche davanti alle scuole. Col consumo di eroina riesploso negli ultimi anni, 400 microgrammi di Fentanil fanno anche più paura.