Milano, 10 marzo 2016 - Una tre giorni di dibattito e presentazioni, poi il momento tanto atteso: l'inaugurazione della "Mela Reintegrata" di Michelangelo Pistoletto il 21 marzo, nel piazzale della Stazione Centrale, alle 14.30 con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia (SONDAGGIO - Vi piace "La Mela Reintegrata"?). Una nuova installazione permanente che ridisegnerà l'aspetto di piazza Duca d'Aosta. Prima però il Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci ospiterà il 17, 18 e 19 marzo il secondo Rebirth Forum - La Mela Reintegrata con numerosi ospiti a intervenire davanti al pubblico, la cittadinanza milanese, tema principale: l'innovazione responsabile e sostenibile.

L'evento sarà l'occasione per dare vita a un grande laboratorio con l'incontro di oltre cento rappresentanti delle istituzioni, dell’arte, del design, dell’università, delle associazioni, dei movimenti ambientalisti, degli attivisti legati ai temi del cibo, della finanza etica, dell’agricoltura urbana. Lo scopo sarà dare il via a processi di trasformazione sociale che incidano profondamente sul territorio milanese.

"Il pianeta sta affrontando la più grave e complessa crisi della sua storia riferita all'uomo - dichiara il Direttore generale Fiorenzo Galli -. La popolazione mondiale è in continuo aumento e, nonostante squilibri di opportunità, l'aggressione alle risorse naturali è grave e senza precedenti. La ricomposizione fra equilibri naturali e sviluppo delle conoscenze deve trovare un nuovo e indispensabile equilibrio, pensando anche a nuovi modelli sociali.

L'OPERA - Al termine dell'evento seguirà la stesura di un documento finale, base del programma di lavoro per il “Cantiere Permanente Rebirth - Milano”, il cui obiettivo è tracciare delle linee comuni per Michelangelo Pistolettocontribuire allo sviluppo delle pratiche di cambiamento della società. Il terzo giorno il Forum si conclude con una sessione aperta al pubblico e alla stampa, in cui vengono presentati i risultati dei lavori. La conclusione del Forum sarà soprattutto segnata dall'inaugurazione de La Mela Reintegrata, donata alla Città di Milano da Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, alla presenza dell’artista e del sindaco, dell'Assessore alla Cultura Filippo Del Corno e dell'Assessore ai Lavori Pubblici Maria Carmela Rozza, nella sua collocazione definitiva, Piazza Duca D’Aosta.

"L’opera - spiega l’artista Michelangelo Pistoletto (nella foto a sinistra) - rappresenta l’entrata in una nuova era nella quale mondo artificiale e mondo naturale si ricongiungono producendo un nuovo equilibrio planetario. il passaggio epocale che il mondo sta vivendo ed è l'indicazione di come affrontarlo, un'opera che coinvolge oggi ognuno di noi e il futuro di noi tutti". La Mela Reintegrata è un'opera di grandi dimensioni - 11 tonnellate di peso, 8 metri di altezza e 7 di diametro - costituita da una struttura di metallo interamente modellata da un intonaco argilloso mescolato a polvere di marmo. Secondo Michelangelo Pistoletto “la storia umana è al terzo stadio. Il primo era il paradiso naturale, di quando eravamo dentro alla mela. Con il morso della mela siamo usciti dalla natura e passati al secondo stadio, il paradiso artificiale, che ormai divora la mela, cioè devasta l'intera natura. Adesso dobbiamo passare al terzo stadio, quello in cui si realizza la cucitura del mondo artificiale con il mondo naturale. Il Terzo Paradiso nel quale la scienza e la tecnica anziché allontanarci dalla natura ci aiutano aiutano a salvare la natura stessa e con essa l'intera umanità”. 

IL PROGETTO - Tutto nasce dal lavoro di Michelangelo Pistoletto e di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto: “Cercavamo un modo per condividere questo percorso – ci ha spiegato Paolo Naldini, Direttore della Fondazione - per far sì che la presentazione dell’Opera di Michelangelo non rimanesse fine a se stessa o relegata al mondo degli estimatori”. Tre giorni di confronto e dibattito tra soggetti impegnati in pratiche di innovazione responsabile e sostenibile nei diversi ambiti: dall’agricoltura alla salute, dalla tecnologia all’economia, dalla produzione alla politica, dall’architettura alla moda.

La città di Milano si vuole porre così come laboratorio di un modello poi replicabile ovunque. "Il Forum non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza – spiega Naldini - I lavori che imposteremo in questi tre giorni proseguiranno poi per un anno proprio su Milano, per avviare davvero cambiamenti concreti sul territorio". Dopo la prima edizione del Forum a Cuba i temi in discussione introdotti da Michelangelo Pistoletto in questo secondo Forum saranno sette: formazione, natura e cultura, economia e governo, antropologia e sociologia del contemporaneo, arte tra religione e politica, urbanistica, produzione e responsabilità sociale.