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19 mar 2022

Maxi-furto di carta igienica 6 mesi al ghisa accumulatore

Le misteriose sparizioni fra il 2014 e il 2016 negli spogliatoi di due Comandi. Gli 884 rotoli sequestrati sono finiti in discarica: "Lasciati in pasto ai topi"

diandrea gianni
Cronaca
L’uomo ha rubato i rotoli non per venderli ma per tenerseli in casa
L’uomo ha rubato i rotoli non per venderli ma per tenerseli in casa
L’uomo ha rubato i rotoli non per venderli ma per tenerseli in casa

di Andrea Gianni

L’autore del furto è stato condannato ma il corpo del reato, 884 rotoli di "carta igienica di tipo industriale del valore di circa 700 euro", non esiste più. Il materiale sequestrato e stoccato - è emerso in aula - è stato infine gettato in discarica "al fine di consentire la disinfestazione dei locali attaccati da roditori", ghiotti di carta. La macchina della giustizia invece è andata avanti, fino alla Corte d’appello che ieri ha condannato a 6 mesi di reclusione l’agente della polizia locale accusato di furto aggravato. Uno sconto consistente, grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche, rispetto a 1 anno e 4 mesi di carcere (con pena sospesa) inflitti in primo grado nel 2019. Per il vigile, però, il conto è salato: deve pagare una multa di 1400 euro, oltre a risarcire al Comune spese legali per 2500 euro e danni da quantificare. Facendo un passo indietro, la vicenda risale al periodo fra il 2014 e il 2016 quando, prima dal Comando della polizia locale in via Friuli e poi in via Oglio, iniziarono a sparire rotoli di carta igienica. Una volta depositati dagli addetti alle pulizie nei servizi igienici e negli spogliatoi, immancabilmente venivano arraffati da mani ignote. E così i bagni rimanevano sprovvisti. Le indagini presto portarono al vigile 49enne. Nella sua casa, perquisita, gli agenti trovarono "centinaia di rotoli di carta igienica di varie dimensioni e forme". Circa 900 solo i rotoli "compatibili per forma con quelli asportati".

Il ghisa li avrebbe rubati non per rivenderli, ma perché è un accumulatore seriale. Tanto che, per la mania di stipare e conservare oggetti di varia natura e scarso valore, aveva dovuto trasferirsi con la famiglia in una casa più grande fuori Milano. Durante la perquisizione fu sequestrato anche altro materiale di dubbia provenienza: 3 fusti di sapone liquido, 8 confezioni di detergente, una cucitrice, 6 confezioni di puntine e altro. L’agente è finito quindi a processo con l’accusa di peculato, poi derubricata in furto aggravato. È stata anche disposta, nel processo di primo grado, una perizia psichiatrica che, pur ammettendo "uno stile di vita non convenzionale", ha escluso "vizi di mente tali da scemare la capacità di intendere e volere". Il difensore del vigile, l’avvocato Enrico Maria Belloli, ha proposto l’assoluzione. Il Comune, parte civile con l’avvocato Massimo Calì, ha chiesto il risarcimento. E il Tribunale, il 17 luglio 2019, ha inflitto 1 anno e 4 mesi per il furto di carta igienica. Pena che ieri è stata dimezzata dalla Corte d’Appello. Ma non è ancora detta la parola fine, perché il caso potrebbe finire in Cassazione. Costi per la giustizia che lievitano mentre la refurtiva è stata lasciata in pasto ai topi.

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