Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano, 26 ottobre 2017 - "A Maroni non ho mai chiesto nulla perche' non avevo l'autorita' e comunque c'era imbarazzo per il rispetto e il ruolo istituzionale che ricopriva. Aspettavo che fosse lui a chiamarmi". Cosi' l'imputata Mara Carluccio definisce il suo rapporto con Roberto Maroni nel processo in cui il governatore lombardo e' accusato anche di turbata liberta' nella scelta del contraente perche' avrebbe fatto ottenere alla sua ex collaboratrice al Viminale un contratto con l'ente regionale Eupolis. Contratto che, secondo la Procura, sarebbe stato assegnato attraverso un'iter non conforme alla legge per l'interessamento del governatore.

"Il mio rapporto con Maroni - prosegue Carluccio, a cui viene contestato lo stesso reato del governatore - era di stima reciproca pur mantenendo il massimo rispetto dei ruoli. Lui e' una persona che puo' sembrare molto alla mano, ma e' rigoroso nei rapporti. E il nostro era un rapporto solo professionale, magari se si finiva tardi si cenava insieme. Quando qualcuno gli chiedeva qualcosa per se', lui alzava gli occhi al cielo, non era una persona che si prestava a queste cose, anzi si irritava". "Non e' che il giorno dopo che Maroni aveva un incarico - chiarisce ancora l'imputata - lui mi chiamava per dirmi di entrare nello staff. C'era sempre una valutazione delle competenze. Le persone piu' necessarie lo seguivano subito, gli altri venivano contattati successivamente e non era automatico. Io, per esempio, non facevo parte del suo staff quando era capogruppo alla Camera". 

La conoscenza con Maroni e la prima collaborazione con lui, ha spiegato Carluccio, risale al 2001 quando l'attuale governatore era Ministro del Lavoro. "Io ero delegata alla Cisl per le pari opportunita' e, dopo una riunione sindacale, lui mi chiese di mandargli il mio curriculum perche' si stava occupando di organizzare l'ufficio per le pari opportunita'". Da li' nacque una collaborazione che si e' protratta con diversi incarichi nelle varie tappe della carriera politica di Maroni. "Nel marzo del 2013 - cosi' Carluccio ricostruisce i fatti oggetto del processo - Maroni venne eletto presidente della Regione . Qualche mese dopo, ci vedemmo a Roma e mi chiese cosa stessi facendo. Mi disse che stava organizzando il suo staff e non sapeva se ci sarebbe
stato spazio per me e si informo' sulla mia eventuale disponibilita' a lavorare con lui, se ci fosse stata qualche possibilita'". In seguito, emerse la possibilita' del contratto con Eupolis e Carluccio, stando al suo racconto, venne chiamata per un colloquio dalla segreteria generale del Presidente presieduta da Giacomo Ciriello (anche lui imputato). "Nessuno mi aveva parlato di un bando - spiega Carluccio - nel mio secondo incontro con Alberto Brugnoli (dg di Eupolis che ha patteggiato) lui mi disse che il contratto avrebbe avuto come oggetto la sicurezza e io lo informai che potevo partecipare perche' avevo il 'nulla osta' di sicurezza da quando avevo lavorato al Ministero dell'Interno (ndr un'abilitazione che consente la trattazione di informazioni riservatissime)".

Rispondendo alle domande del pm Eugenio Fusco, Carluccio si sofferma anche su uno scambio di sms con un'amica all'indomani di uno dei colloqui con Brugnoli in cui lei scriveva "il contratto me lo sono inventato io". "Parlavo con un'amica carissima dopo una giornata pesante - si giustifica- non mi andava di entrare nei dettagli e ho usato questa espressione. E' stata una frase molto infelice ma nello spirito di una chiamata con un'amica. E quando ho scritto "c'e' tutta una procedura da seguire altrimenti andiamo sui giornali" era un modo di dire visto che si tratta di personaggi politici e pubblici. Quello con Brugnoli fu un colloquio propedeutico a vedere se avevo le competenze per la consulenza". Quanto alla procedura che prevedeva la comparazione del suo CV con quello di altri candidati, Carluccio afferma che le era stato "accennato qualcosa" in tal senso da Brugnoli. E sull'interessamento del governatore, sostiene che " Maroni mi chiamo' dopo 3 mesi per chiedermi se avevo fatto il colloquio e com'era andata. Gli riposi che l'avevo fatto ed ero in attesa dell'esito. Ottenuto il contratto non gli ho mandato nessun sms per avvertirlo".  Al presidente del collegio, Maria Teresa Guadagnino, che le chiede se fosse a conoscenza della procedura pubblicata sul sito della Regione, Carluccio risponde di no, precisando di non essersene interessata.

Nella prossima udienza del 9 novembre, si faranno interrogare Maroni e Ciriello. Se dovesse essere condannato per induzione indebita, ipotesi di reato relativa al viaggio a Tokyo per Expo di un'altra sua collaboratrice, il governatore rischierebbe di decadere dall'incarico per la legge Severino. Non e' peraltro escluso che si arrivi a sentenza dopo le elezioni.

Fonte Agi