Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano,19 aprile 2017 - E' a rischio l'udienza di domani, giovedì 20 aprile, del processo a carico, tra gli altri, del Governatore lombardo Roberto Maroni, accusato di pressioni illecite per far ottenere un viaggio a Tokyo e un contratto a due sue ex
collaboratrici.
Il suo legale, Domenico Aiello, ha depositato in Tribunale una richiesta di legittimo impedimento per motivi di salute che dovrà essere valutata domani dai giudici della quarta sezione penale. E' la seconda volta consecutiva che il legale di Maroni presenta una richiesta di legittimo impedimento dovuto a ragioni di salute. Lo aveva già fatto in occasione della scorsa udienza, il 16 marzo scorso: la sua istanza venne accolta dal Tribunale e il procedimento rinviato a domani. La sua nuova istanza sarà valutata domani mattina dal collegio presieduto da Maria Teresa Guadagnino che con ogni probabilità disporrà un nuovo rinvio all'udienza già fissata per il 27 aprile.

Due i reati contestati a Maroni dal pm Eugenio Fusco. L'accusa più grave è quella di induzione indebita ed è legata alle presunte pressioni che il governatore lombardo avrebbe esercitato attraverso il capo della sua segreteria politica, Giacomo Cirello (anche lui sul banco degli imputati del processo milanese), sull'ex direttore generale di Expo, Christian Malangone (già condannato in abbreviato a 4 mesi) e sui altri manager della società. Il motivo? Ottenere da Expo il pagamento del viaggio in Giappone - circa 6.500 euro - per Maria Grazia Paturzo, sua ex collaboratrice al Viminale e, secondo l'accusa, a lui legata da "una relazione sentimentale". Maroni si è sempre difeso, denunciando di essere finito sotto processo per "un viaggio mai fatto". In effetti né lui nè la sua collaboratrice Paturzo non partirono mai alla volta del Giappone: la missione saltò all'ultimo, con il governatore che decise di recarsi a Berna, in Svizzera, inviando a Tokio l'allora suo vice, Mario Mantovani.

Maroni è anche imputato di turbata libertà nella scelta del contraente perchè avrebbe favorito anche un'altra sua ex collaboratrice ai tempi del Ministero dell'Interno: Mara Carluccio, ora imputata insieme a lui, avrebbe ottenuto in modo illegittimo un contratto cucito "su misura" per lei da Eupolis, società regionale che si occupa di formazione professionale. E sarebbe stato il governatore, sempre secondo l'accusa, a pilotare il bando di gara per far ottenere un incarico pubblico a una donna che non aveva i requisiti necessari per ricoprirlo. L'ex direttore generale di Eupolis, Alberto Brugnoli, ha già patteggiato 8 mesi. Sul banco degli imputati, accanto a Maroni, Ciriello e Carluccio, c'è anche l'ex segretario generale del Pirellone, il leghista Andrea Gibelli, poi nominato presidente di Ferrovie Nord Milano.