Il sindaco di Milano Giuseppe Sala in Tribunale (Ansa)
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala in Tribunale (Ansa)

Milano, 23 febbraio 2017 - Nuova udienza del processo a carico del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, accusato di induzione indebita e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente per presunte pressioni illecite al fine di far ottenere un lavoro e un viaggio a due sue ex collaboratriciAssieme a Maroni sono imputati l'ex segretario della Regione Andrea Gibelli, attuale presidente di Ferrovie Nord Milano, il capo della segreteria di Maroni, Giacomo Ciriello, e Mara Carluccio (presente in aula), ex collaboratrice del governatore. 

PATURZO: "NESSUNA RELAZIONE CON MARONI" - Oggi, in aula, c'è stata la testimonianza di Maria Grazia Paturzo, la donna che ha beneficiato di un contratto di consulenza, secondo l'accusa, ottenuta grazie alle pressioni di Maroni,  oltre a un viaggio, poi saltato, a Tokyo al seguito del governatore per promuovere Expo. La teste ha smentito di avere avuto un "legame affettivo".  "Parlavamo sempre del mare, dicevamo sempre che era un viaggio che dovevamo fare, ma non si e' mai fatto", ha spiegato Paturzo ai giudici del processo a carico di Roberto Maroni, il significato di uno scambio di messaggi tra lei e il governatore lombardo avvenuto nel capodanno 2014. In particolare, Paturzo scriveva a Maroni: "Per il 2014 ti auguro il giro del mondo...piu' bello del mondo: il Wet (World Expo Tour)!!! Ti voglio tanto bene. Mille baci di felicita'". E lui, mezz'ora dopo, rispondeva: "Voglio fare il MGT (Maria Grazia Tour), questo si'". Poi i due si scrivevano reciprocamente 'tvb'. Messaggi che, senza leggerli in aula, il magistrato ha esibito alla testimone definendoli "non citazioni dostoevskiane". Secondo la ricostruzione della Procura, Paturzo avrebbe avuto una relazione affettiva col Governatore il quale avrebbe esercitato pressioni sulla societa' Expo per farla partecipare a una missione istituzionale a Tokyo. Piu' volte il presidente del collegio, Maria Teresa Guadagnino, ha ricordato alla teste di avere "l'obbligo di dire la verita'" su che tipo di relazione avesse con Maroni. "Ne sono consapevole", ha ribattuto Paturzo alla quale giudici e pm hanno sottoposto delle intercettazioni agli atti del processo relative al suo rapporto col Governatore.

Nel corso della sua testimonianza, Paturzo ha chiarito di aver partecipato a diverse missioni nell'ambito del cosiddetto World Expo Tour, come quelle di Barcellona e Bruxelles. Ma questi, ha ammesso, "erano viaggi pagati da Regione Lombardia e non da Expo". E "ci sono state anche altre trasferte a cui non ho partecipato, come Ginevra e Berlino. Con Mara Carulccio (imputata nel processo contro Maroni con l'accusa di aver ottenuto in modo illegittimo un contratto di lavoro da Eupolis, società della formazione professionale controllata da Regione Lombardia) e le altre colleghe ci alternavamo nei viaggi istituzionali. Ci mettevano d'accordo tra noi, ma poi l'ok lo dava sempre il presidente Maroni". Quanto alla missione a Tokio, "fu Roberto Arditti (ex responsabile relazioni istituzionali di Expo - ndr) a darmi l'ok via mail". Poi, però, Maroni decise di rinunciare al viaggio, partendo per Berna e inviando in Giappone il vicepresidente della giunta Mario Mantovani. "Fu Ciriello - ha detto Paturzo a questo proposito - a dirmi che non si partiva più e di ritenere la missione annullata".

 

VOTINO: "CON PATURZO MI SENTIVO A DISAGIO" -  In precedenza, nel corso dell'udienza di oggi è stata sentita la portavoce del governatore, Isabella Votino, interrogata come testimone.  "Avevo delle riserve sulla Paturzo perche' non mi ero trovata bene rispetto a una precedente esperienza lavorativa con lei al Ministero dell'Interno", ha detto Votino spiegando le ragioni della sua contrarietà all'assunzione di Maria Grazia Paturzo (non indagata) in Expo e alla sua partecipazione a un viaggio a Tokyo. Rispondendo alle domande del pm Eugenio Fusco, Votino ammette di avere "preso male" la notizia che Paturzo, assunta come temporary manager nella societa' che ha organizzato l'Esposizione Universale, "avrebbe collaborato con noi, anche se indirettamente". "Ho esposto a Maroni delle mie riserve e che non ero contenta", afferma la teste, alla quale il pm ricorda un messaggino in cui scriveva a Maroni: "Farmela ritrovare a lavorare con noi mi sembra veramente scorretto". "Si', ricordo di averlo scritto - conferma Votino - avrei preferito essere informata prima, invece sono stata l'ultima a saperlo".

SALA: "PATURZO? RUOLO INSIGNIFICANTE IN EXPO""Maria Grazia Paturzo ha avuto un ruolo insignificante in Expo. Diciamo che non è certo passata alla storia dal punto di vista manageriale", ha affermato il sindaco di Milano Giuseppe Sala nell'ambito della sua deposizione al processo a carico di Roberto Maroni. La testimonianza di Sala, cominciata nella scorsa udienza, è terminata oggi col controesame svolto dal legale di Maroni, Domenico Aiello. Sala, in veste di amministratore delegato della società Expo e di commissario straordinario dell'evento, negò il suo via libera al viaggio di Paturzo. E quando il difensore di Maroni, l'avvocato Domenico Aiello, gli ha domandato come mai non avesse autorizzato missione anche per altri uomini della Regione Lombardia, ha replicato: "Semplicemente perché né Maroni né Formigoni prima di lui mi fecero richieste di questo genere". E ha aggiunto: "Ho sempre autorizzato le missioni se non riscontravo nulla di anomalo". Il legale di Maroni gli ha poi chiesto come mai, nella missione di Expo a Dubai, nella delegazione fossero presenti alcune signore, come la moglie di Pisapia e quella del manager Expo Stefano Gatti. Sala ha risposto che tanto l'ex sindaco quanto l'ex manager Expo hanno sempre provveduto personalmente al pagamento delle spese per le proprie consorti. A quel punto è stata la presidente dei giudici, Maria Teresa Guadagnino, ad intervenire: "La signora Paturzo - ha sottolineato il giudice - non è la moglie di Maroni". Terminata la deposizione, Sala ha ribadito di non aver autorizzato la trasferta in Giappone della Paturzo perché il suo in Expo era "un ruolo molto marginale".