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23 giu 2016

Viaggio Expo, il legale: "Violato il diritto alla difesa di Maroni"

Alta tensione in tribunale fra difesa e accusa. L'avvocato chiede di azzerare il processo.

23 giu 2016
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Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni
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Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni

Milano, 23 giugno 2016 - E’ stata un’udienza piena di schermaglie e stoccate tra accusa e difesa, quella del processo a carico di Roberto Maroni . Il governatore lombardo è accusato di aver fatto pressioni per far assumere le due ex collaboratrici dei tempo del Viminale, Maria Grazia Paturzo e Mara Carluccio rispettivamente da Expo e dalla società di Regione Lombardia Eupolis ,  e per far partecipare ad un viaggio istituzionale a Tokyo la Paturzo. Dopo la pausa elettorale, il processo è ripreso questa mattina davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano. Per l’avvocato Domenico Aiello , difensore di Maroni, il pm Eugenio Fusco “ha violato il diritto di difesa” e il procedimento deve tornare nella fase delle indagini.

La ragione? Il pm nell’avviso di chiusura indagini, recapitato a Maroni il 3 giugno del 2015, ha incluso un sms, inviato dall’ex braccio destro del governatore Giacomo Ciriello (anche lui a processo con Maroni)  al dg di Expo Christian Malangone (già condannato a 4 mesi con rito abbreviato), nel quale si diceva che “il presidente aveva piacere che alla missione a Tokyo partecipasse anche l’Expo, attraverso la persona della dottoressa Paturzo”. Il messaggio chiedeva anche di domandare l’autorizzazione all’allora ad di Expo e attuale sindaco di Milano Beppe Sala . Il testo riportato nel documento, però, includeva anche un commento degli investigatori che notavano come Maroni, che secondo i pm sarebbe stato legato sentimentalmente alla sua collaboratrice, puntasse a far volare la donna in business class insieme a lui e a farla alloggiare nel suo stesso hotel. Un'annotazione dell'informativa dei carabinieri del Noe era infatti finita per sbaglio nel capo di imputazione. 

Immediata la replica del pm, che dopo essersi reso conto dell’errore e aver ricevuto al segnalazione della difesa “ha valutato insieme all’aggiunto Giulia Perrotti che si è trattato di un piccolo errore e abbiamo ritenuto che non corresse l’obbligo di notificare nuovamente l’avviso di conclusione indagini, ma abbiamo dato congruo termine alla difesa per ascoltare le intercettazioni ” mettendo anche a disposizione dell’avvocato Aiello una saletta riservata. L’sms è stato corretto poi nella richiesta di rinvio a giudizio, inviata al gup Chiara Valori il 17 giugno dello scorso anno. Insomma, per il pm “non è stato violato alcun diritto di difesa”.

Il pm Fusco, nonostante la difesa Maroni abbia fatto notare l’errore e abbia chiesto una nuova notifica, “è andato avanti con la fase successiva – ha detto Aiello - chiedendo appena una settimana dopo la richiesta di rinvio a giudizio”. “Per molto meno – ha aggiunto – alcuni pm a Napoli, Caserta e Forlì sono stati denunciati”.

Il legale di Maroni ha anche chiesto che il processo venga celebrato a Roma. Istanza a cui il pm si è opposto. Si tornerà in aula il 7 luglio. 

© Riproduzione riservata

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