Marcella Bella
Marcella Bella

Milano, 10 novembre 2019 - Il suo primo 45 giri l'ha inciso nel 1969. Marcella Bella era solo una ragazzina di 16 anni. I suoi testi, freschi, leggeri. Tranne quel pezzo che “racconta tutta la mia storia, di quella volta che lasciai la Sicilia per andare a cercare le mie “Montagne verdi”, che erano i miei sogni, le mie speranze”. Era Sanremo '72. Il suo primo Festival.

Da allora ha partecipato a otto edizioni... 

"Come si fa ad andarci ancora?” (sorride)

Ci tornerebbe davvero su quel palco?

“Mio fratello Gianni mi ha scritto una canzone meravigliosa che aspetta solo di essere ascoltata. Attendo fiduciosa una risposta”.

Nel frattempo, torna dal vivo con un concerto dedicato ai 50 anni di carriera. Domani sera (lunedì 11 novcembre alle 21, ndr) sarà al Teatro dal Verme di Milano.

“Sarà una grande festa, che voglio condividere con i fan che mi sono sempre stati vicini. Ripercorrerò le tappe più importanti anche attraverso immagini”.

Cosa le hanno insegnato questi 50 anni di musica?

“Che le cose negative ti fanno crescere. A dire il vero, però, al passato guardo poco, preferisco il presente, facendo progetti per il futuro, ma so anche bene che senza passato non ci sarebbe futuro”.

E lei, nel passato, ha contribuito al futuro della musica. Anche quando, a soli due anni di distanza da “Montagne verdi”, ruppe gli schemi con “Nessuno Mai”, il primo (dissacrante) esempio di disco music italiana. Un grido femminista, allora spregiudicato, in assoluto anticipo sui tempi. E poi continuò su quella carica emotiva.

“Ci sono dei pezzi che rimangono per sempre, indelebili. Per il testo e credo anche per la mia personalità, il mio look, la femminilità. La Marcella donna, femmina. In quella mia fase c'è anche la sensualità di “Nell'aria”. Prima di attraversare la fase della Marcella mamma. Poi ho voluto fare cose un po' diverse, una delle ultime il progetto soul con Mario Biondi. Cerco sempre la mia musica, ma guardo comunque agli arrangiamenti, ai suoni del mercato di oggi. Rap a parte. Io canto, non parlo”.

Oggi, però, è il genere più gettonato.

“Ora c'è la musica usa e getta. Colpa dei reality che fanno diventare tutto un prodotto televisivo. Il cantautorato non c'è più. Spero non succeda al prossimo Sanremo. Sarebbe bello tornare al vero pop”.

Nel suo lungo viaggio nella musica ha comunque esplorato nuovi generi.

“Le contaminazioni fanno sempre bene e chissà, magari domani farò un duetto con un rapper”.

Quanto conta essere liberi artisticamente?

“E' fondamentale per me. Ormai non ho più una casa discografica, quelle stanno fisse nei reality. Riesco a essere me stessa, a fare la mia musica. Poi, certo, la carriera non è sempre rose e fiori. E tante volte ho pensato di fare altro, magari l'arredatrice d'interni o seguire la moda. D'altronde sono un vulcano in continua eruzione, come l'Etna. Ma poi la musica è sempre riemersa. E' il destino dei Bella's”.