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21 apr 2022

Sanità: mancano infermieri, reclutamento in Sudamerica

Solo nell’ambito sociosanitario servirebbero quattromila professionisti in più in Lombardia. Le Rsa in affanno: "Servizi a rischio"

21 apr 2022
andrea gianni
Cronaca
Sopra Luca Degani, Paola Cattin e Guido Bonoldi A destra un frame del video
Luca Degani, Paola Cattin e Guido Bonoldi
Sopra Luca Degani, Paola Cattin e Guido Bonoldi A destra un frame del video
Luca Degani, Paola Cattin e Guido Bonoldi

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Milano, 22 aprile 2022 - Mancano, solo nell’ambito sociosanitario, circa quattromila infermieri in Lombardia: tre ogni cento posti letto, 2500 solo nelle Rsa, un migliaio nei servizi domiciliari per anziani e 500 fra Residenze sanitarie per disabili e altre strutture. In particolare le Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, sono in affanno, con una carenza di personale che si traduce in "standard assistenziali di minore qualità per gli anziani pazienti, ritmi di lavoro più duri per gli infermieri in servizio, aumento dei rischi per gli assistiti e interi servizi chiusi perché non si può garantire la presenza di infermieri per le 24 ore". Per questo Uneba Lombardia, l’associazione che riunisce oltre 450 enti del terzo settore sul territorio regionale e rappresenta il 70% delle Rsa, ha lanciato una campagna di reclutamento di professionisti formati in Sudamerica, offrendo opportunità di lavoro stabili in Italia. 

Campagna che si concretizza in un video da divulgare oltreoceano e un dialogo con alcune università (Universidad Católica del Perù; Universidad Católica Nuestra Señora de la Asunciòn del Paraguay; per i medici, Ospedale Italiano di Buenos Aires in Argentina). L’obiettivo è quello di inserire a breve termine circa 400 nuovi infermieri e 40 medici nelle strutture lombarde, per “tamponare“ la carenza di personale, offrendo oltre allo stipendio alloggio e corsi di italiano. "Il problema è esploso con l’apertura di concorsi con finanziamenti legati alla pandemia negli ospedali pubblici – spiega Luca Degani, presidente Uneba Lombardia – che hanno drenato personale dalle nostre strutture. Così viene meno l’obiettivo di portare servizi sul territorio". Le Rsa avrebbero infatti le potenzialità, se dotate di organici adeguati, per "garantire attività fisioterapiche e di riabilitazione anche alla popolazione" non ricoverata. Secondo l’associazione, inoltre, gli interventi legislativi per rendere più attrattiva e allineata agli standard internazionali la professione infermieristica, e per liberare i professionisti infermieri da compiti non propri (con la nascita dei percorsi per operatori Asa-Oss), sono risultati inefficaci. "Per tamponare l’emergenza, in attesa di provvedimenti strutturali, è necessario facilitare l’accesso dei colleghi stranieri nel mercato del lavoro italiano e accorciare i tempi – sottolinea Paola Cattin, coordinatrice della Commissione formazione Uneba Lombardia –. In questo momento nelle Rsa si fanno turni fino a 12 ore anche per cinque giorni consecutivi". La Fondazione Molina di Varese ha già sperimentato l’inserimento di sei professionisti provenienti dal Paraguay. "Così siamo riusciti a garantire un livello di assistenza superiore agli standard", spiega il dg, Marco Masini, che ha presentato la campagna assieme all’ex presidente e consigliere comunale di Varese Guido Bonoldi.

 

 

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