malore sul filobus 92
malore sul filobus 92

Milano, 25ottobre 2020 - «Quella donna aveva la testa sulle ginocchia, come se si fosse addormentata. Ma in realtà aveva avuto un infarto. Così io e altri due ragazzi abbiamo provato a rianimarla con un massaggio cardiaco, guidati dal medico del 118 che ci parlava al telefono, in viva voce, in attesa dei soccorritori". Nora Licursi, 32 anni, addetta stampa, è fra i tre "angeli" che venerdì sera a Milano hanno salvato un’anziana a bordo del filobus 92.

«Non avevo mai fatto un massaggio cardiaco - racconta - se non a un bambolotto durante una lezione sulla sicurezza, al lavoro, anni fa. Ma ho pensato che quella persona avrebbe potuto essere mia nonna o che un domani potrei essere io stessa ad avere bisogno di aiuto. E se racconto questa storia è perché vorrei che in un momento come questo, nonostante la sofferenza e la difficoltà che tutti stiamo attraversando a causa del Covid, nessuno si girasse dall’altra parte vedendo un’altra persona in crisi. Bisogna sempre mettersi nei panni dell’altro". La donna, 72 anni, è stata poi trasportata in codice rosso al Monzino. L’episodio risale alle 19.35 di venerdì: "Questa donna - sottolinea Licursi - ha attirato l’attenzione di più passeggeri. A vederla da dietro poteva sembrare addormentata ma non c’è voluto molto a capire che invece stava male: io e altri abbiamo quindi allertato l’autista, dicendogli di fermarsi subito perché a bordo c’era una persona priva di sensi. Lui così ha fatto, alla fermata tra viale Umbria e via Comelico, e ha avvisato la centrale Atm. Nel frattempo uno dei passeggeri ha chiamato il 118 mettendo il telefono in viva voce".

L’operatore dell’Agenzia regionale emergenza urgenza ha iniziato a fare delle domande, "mentre qualcuno dava dei pizzicotti all’anziana sperando reagisse. Ma niente. Il medico chiedeva che tipo di reazioni avesse e noi dicevamo che non solo non rispondeva a nessuno stimolo ma che era anche fredda. Io non le ho toccato le mani ma chi lo ha fatto ha sentito il gelo. Ero preoccupatissima, credevo fosse morta. Sentendo le risposte, il medico ci ha detto di stendere l’anziana a terra e di praticarle un massaggio cardiaco in attesa dell’ambulanza, che stava arrivando". A quel punto, in tre si sono fatti avanti, "io e altri due ragazzi - prosegue la trentaduenne -. Ci siamo alternati. Non sapevo esattamente cosa fare ma ho cercato di ricordarmi quello che avevo imparato al corso, e soprattutto ho ascoltato il medico che a distanza continuava a coordinarci. Il movimento doveva essere costante, le ho messo le mani sul petto e facevo forza con le braccia premendo il palmo ritmicamente. Purtroppo la signora non reagiva, ma era viva. Quando i soccorritori sono arrivati ci hanno fatto scendere dal bus e hanno proseguito il tentativo di rianimazione con il loro macchinario. L’anziana è stata poi trasportata d’urgenza in ospedale".

Sul posto è intervenuta anche la polizia e gli agenti della Volante si sono complimentati con i ragazzi intervenuti. "Non oso pensare a cosa sarebbe accaduto se nessuno si fosse preoccupato di soccorrere quella donna. Magari non sarebbe arrivata viva al capolinea. Preoccuparsi per lei - conclude Licursi - ha fatto la differenza. Lo rifarei".