Violenze
Violenze

Milano, 19 marzo 2019 - «È stato lui, ha picchiato la sua compagna». Una madre ha trovato il coraggio di denunciare alla polizia il figlio, raccontando le violenze che l’uomo usava nei confronti della convivente. Botte e minacce, maltrattamenti nascosti per mesi - secondo le accuse - tra le mure domestiche. La madre ha deciso di rompere il silenzio dopo l’ennesimo episodio, avvenuto in un appartamento in via Modica, zona Barona, dove abita la coppia, con un figlio minorenne. Anche in seguito alle sue dichiarazioni l’uomo, 36 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Sono stati i vicini di casa ad avvertite per primi i poliziotti, che sono intervenuti domenica sera. Gli agenti hanno trovato nell’appartamento anche la madre, di origine sudamericana, dell’uomo, che ha precedenti penali. E la signora, esasperata, ha confermato le violenze, che spesso avvenivano sotto gli occhi del figlio minorenne.

Situazione ancora più grave per il fatto che la compagna, coetanea dell’indagato, soffre di problemi psichici. La donna, secondo le ricostruzioni della polizia, da diverso tempo subiva le angherie del compagno che in altri due episodi, a marzo, l’ha presa a pugni provocandole un trauma cranico, sebbene lei mai avesse informato le autorità. Un gesto di coraggio di una madre, che ha scelto di non tacere. Coraggio simile a quello della mamma che nel 2016 denunciò alla polizia il figlio, componente della gang di latinos che uccise il giovane albanese Albert Dreni durante una lite. Lo aveva riconosciuto nei filmati, rimbalzati sulla rete, dell’aggressione avvenuta alla fermata del tram.

Madri che non hanno esitato a rivolgersi alle forze dell’ordine, anche nel tentativo di salvare il figlio dalla strada. Era il 2014 quando una donna si rivolse al commissariato di Quarto Oggiaro, dopo aver scoperto che il figlio 28enne era coinvolto in un giro di spaccio. Aveva iniziato a vendere marijuana e cocaina nel quartiere, fino all’intervento dei poliziotti chiesto proprio della “madre coraggio”.