L’assessore regionale al Welfare e vicepresidente Letizia Moratti
L’assessore regionale al Welfare e vicepresidente Letizia Moratti

Milano - Il rapporto tra nuovi positivi e tamponi supera quota 10%: dal 9,6% di sabato al 10,3% rilevato ieri. Nell’arco di 24 ore 4.397 casi registrati, con 42.591 tamponi processati. E la provincia di Brescia torna a essere la più colpita con 1228 positivi, seguita dalla Città metropolitana di Milano (1.096). Un quadro che resta allarmante nella regione arancione scuro, dove nei prossimi giorni potrebbero essere messe in campo nuove restrizioni. Ieri è tornata a riunirsi la cabina di regia a Palazzo Lombardia per monitorare in particolare la situazione a Brescia, Mantova e Cremona. "Per poter prevenire ed eventualmente ritardare la zona rossa cerchiamo di mettere in atto due strategie: contenimento attraverso la vaccinazione reattiva e mitigazione circoscrivendo zone mirate", ha spiegato l’assessore al Welfare e vicepresidente della Regione, Letizia Moratti, ospite a ‘Mezz’ora in più’, su Rai3. "Dove lo abbiamo fatto, come a Viggiù e Bollate o Mede – ha proseguito – abbiamo visto diminuire la diffusione del virus". Secondo i dati diffusi ieri, salgono anche i ricoverati in terapia intensiva: nell’arco di 24 ore sono 18 in più, arrivando a quota 573 pazienti. Crescono anche i ricoverati negli altri reparti (+124, 5.058). Altre 33 persone sono morte, per l’impressionante bilancio di 28.738 decessi in regione dall’inizio della pandemia.

La provincia di Brescia torna quindi sotto osservazione con nuovi 1228 positivi, seguita dalla Città metropolitana di Milano (1.096), Monza e Brianza (381), Bergamo (369), Pavia (233), Mantova (205), Lecco (176), Como (166), Cremona (161), Varese (114), Lodi e Sondrio (51). Raggiunge quota 5.359.590 il numero delle vaccinazioni somministrate in Italia, secondo i dati diffusi ieri dal Ministero della Salute. E la Lombardia ha somministrato il 75,9% delle dosi rispetto alla dotazione, a metà strada fra regioni come Valle d’Aosta (94,4%) e Sardegna (65,5%). «Dobbiamo accelerare la campagna di vaccinazione – ha spiegato Moratti – per il vaccino russo, ancora una volta vediamo la lentezza dell’Ema. Queste lentezze burocratiche in un’ottica di sanità di guerra, nella quale viviamo, non ce le possiamo permettere". Poi si è detta "arrabbiata e dispiaciuta" per l’operato della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e "molto soddisfatta" del presidente del Consiglio Mario Draghi nella partita sui vaccini, sostenendo anche che, in una pandemia, "il ruolo dello Stato centrale deve essere prevalente" rispetto a quello delle Regioni. Letizia Moratti ha spiegato che il sistema di prenotazione dei vaccini delle Poste, dopo le "disfunzioni" del sito regionale, sarà operativo tra 10 giorni per "risolvere le criticità". E ha tracciato una strada per il futuro: "Quella che in Lombardia andava e va rafforzata è la medicina territoriale". Infine una stoccata a Sala: "Se ho degli appunti da fare preferisco parlare al telefono, non fare dichiarazioni".