Vaccinazioni antiCovid al drive di Trenno
Vaccinazioni antiCovid al drive di Trenno

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Sono più di tre milioni i lombardi che hanno avuto almeno una razione di vaccino dal coronavirus, e se ne mancano ancora due milioni per arrivare a quel 50% che, secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, potrebbe consentire di levare la mascherina all’aperto e soprattutto di raggiungere il traguardo di "zero morti" per Covid, quel traguardo potrebbe non essere così lontano, se si pensa che sono passati soltanto due mesi (era il 13 marzo) dal giorno in cui la Lombardia festeggiava la milionesima dose iniettata, richiami inclusi. Lunedì sera, i vaccini iniettati in Lombardia dall’inizio della campagna erano oltre quattro volte tanti, 4.239.573, dei quali tre milioni 98.455 come prime dosi e di queste due milioni 201.700, cioè più di 2 su tre, sono andate agli over 60. Ed erano un milione 141.118 i lombardi che hanno concluso il ciclo vaccinale; più di metà (il 54,3%) ultraottantenni, categoria che ha ricevuto un milione 309.692 vaccini (690.153 prime dosi e 619.539 richiami), di cui 226.273 sono andati a ultranovantenni.

Ha avuto almeno un’iniezione-scudo, sottolineano dall’assessorato al Welfare, il 95% dei 725.923 over 80 censiti a dicembre in Lombardia e il 99,3% di chi tra loro ha chiesto la vaccinazione: 10.016 superanziani l’hanno fatto dopo il 25 aprile, l’adesione alla campagna è al 95,8% del target. È all’80,8% la copertura dei settantenni, che per età vengono vaccinati da un mese e a ieri mattina avevano avuto 900.777 iniezioni, delle quali 96.243 richiami: è protetto con almeno una dose il 94,4% di coloro che hanno aderito alla campagna, a loro volta l’85,6% del target che è di 996.174 persone in Lombardia. I sessantenni lombardi sono un milione 189.118, e a tre settimane dall’apertura (in due scaglioni) delle prenotazioni per questa fascia anagrafica hanno avuto nel complesso 790.744 razioni d’antiCovid, di cui 707.013 in prima dose e 83.731 come richiamo: vuol dire che il 60% ha avuto una prima copertura, ma fra i nati tra il 1952 e il 1961 che hanno chiesto d’esser vaccinati (sin qui l’81,3% del totale) si sale al 73,2%.

In questo conteggio dei vaccini iniettati per classi anagrafiche sono inclusi quelli somministrati, prima che scattasse il diritto per età, a chi appartiene anche a una categoria prioritaria per rischio professionale o clinico, come i lavoratori della sanità (575.902 dosi d’antiCovid agli operatori sociosanitari e altre 224.786 al personale non sanitario), gli ospiti delle Rsa (139.051 vaccini iniettati), le forze dell’ordine e armate (44.702 dosi), il personale scolastico (207.120 iniezioni), gli "estemamente vulnerabili" o disabili gravi e i loro caregiver, che hanno avuto sinora 482.359 vaccini (l’11% delle dosi somministrate dal 27 dicembre in Lombardia). E per l’appartenenza a queste categorie sono già state iniettate 765.151 dosi d’antiCovid (tra prime e richiami) a lombardi che in base alla mera anagrafe rientrerebbero nella maxiplatea di quattro milioni 73.364 persone tra i 16 e i 49 anni in attesa che apra per loro la campagna vaccinale (331.775 dosi già somministrate a quarantenni, 238.719 a trentenni, 183.404 a ventenni e 11.253 a ragazzi tra i 16 e i 19 anni).

Per lo stesso motivo erano già 473.209 le dosi di vaccino iniettate ai cinquantenni lunedì sera, a neanche ventiquattr’ore dall’apertura delle prenotazioni per questa che è la decina anagrafica più numerosa in assoluto, in cui rientrano un milione 592.109 lombardi. Aggiungendo ai vaccini fatti quelli prenotati in precedenza in altre categorie, il D-Day dei cinquantenni partiva da una base di 512mila nati tra il ’62 e il ’71 già intercettati dalla campagna. Alla quale si sono aggiunte, nel giro di 36 ore, altre 501.732 prenotazioni per motivi d’anagrafe entro le 10 di ieri mattina, che erano diventate 535mila verso sera, ha twittato la vicepresidente della Regione con delega al Welfare Letizia Moratti, per un totale di un milione 47 mila cinquantenni già reclutati dalla campagna, il 65,7% del totale. Un’adesione "straordinaria" ha twittato il governatore Attilio Fontana, sottolineando che "la Lombardia corre" e "servono più vaccini".