Aumenta la domanda di case a Milano in parallelo con l'esaurimento di nuovi spazi in città

Milano, 12 ottobre 2018 - Un loft in vendita in un’ex area industriale alle porte della città completamente ristrutturata: 140 metri quadrati su due piani, ampio open space, cucina bagni e box al prezzo di 300mila euro. Nel cuore di NoLo al prezzo di 160mila euro si può acquistare un bilocale, ideale anche «per uso investimento», cioè l’affitto a professionisti, studenti danarosi o giovani coppie. Offerte come queste fioccano sui siti internet di compravendita immobiliare. Loft - ricavati da ex fabbriche sulla scia della crescita della domanda di case a Milano in parallelo all’esaurimento degli spazi edificabili - accomunati dalla categoria catastale C3: laboratori per arti o mestieri. Una sigla che, per chi acquista casa, può nascondere insidie.

«Nei laboratori  non si può abitare - spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano - e il cambio di destinazione d’uso è subordinato alla decisione del Comune. Per questo consigliamo di prestare la massima attenzione prima di firmare un contratto, e far inserire nel preliminare che l’accettazione definitiva è subordinata al via libera del Comune di Milano al cambio di destinazione». Tra gli ultimi casi arrivati davanti all’associazione di consumatori quello di un milanese che stava per acquistare una casa accatastata come C3 allo stesso prezzo di mercato di una casa di categoria A3, quella delle «abitazioni di tipo economico». Alla fine ha rinunciato, di fronte al rischio di dover affrontare un’odissea per il cambio di destinazione d’uso.

Uno studente bocconiano, invece, ha affittato per 700 euro al mese uno scantinato in viale Giovanni da Cermenate, privo dell’abitabilità. E i trucchi per rendere abitabile una struttura che non lo è, cercando di sfuggire ai controlli e alle sanzioni, sono molteplici: per cucinare basta una piastra a induzione, un condizionatore per riscaldare o raffreddare l’ambiente. «Un problema da considerare è la mancanza di copertura assicurativa - sottolinea Benenti - in caso di incidenti che avvengono in condizioni di irregolarità. Vendendo un immobile C3 proprietari e intermediari ci guadagnano, perché l’onere del cambio di destinazione d’uso ricade sull’acquirente, che a volte è costretto a lavori per metterli a norma». E quelli che sulla carta sembrano grandi affari a volte si trasformano in un “pacco”.