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15 mar 2022

Disagio a scuola, lo sportello psicologico c’è: ma solo il 12% chiede aiuto

L’indagine dell’Uds: il consenso dei genitori blocca. Nove su 10 sono travolti da ansia e stress. Il 63% ha avuto attacchi di panico

"Questo sistema è logorante, ho perennemente paura di varcare il cancello della scuola, non mi sento a mio agio, non ho tempo per me: sono perennemente stanca, piango giornalmente e mi sento un fallimento". È uno degli sfoghi raccolti da una studentessa delle superiori, che ha partecipato all’inchiesta dell’Uds. È stato “interrogato“ - sul tema scuola e benessere psicologico - un campione di 3.651 alunni (il 45,3% di loro frequenta scuole nel Nord Italia) anche a seguito dei fatti di cronaca, dal suicidio di un ragazzo di Bari al tentato suicidio di una ragazza a Vigevano a seguito di una valutazione negativa.

"La valutazione è considerata una delle cause di stress e ansie principali a scuola – sottolineano dall’Uds, tirando le somme –: nove studenti su 10 infatti affermano di provare stress e ansia prima di verifiche scritte o orali. Un dato ancor più preoccupante riguarda gli attacchi di ansia, di panico o vomito prima di interrogazioni o verifiche scritte, il 63% di studenti afferma di aver avuto questi effetti almeno una volta durante la propria carriera scolastica". E l’83% degli intervistati afferma che una valutazione, positiva o negativa che sia, "determina il suo umore per il resto della giornata". "Abbiamo potuto constatare come la valutazione da elemento didattico in questo momento rappresenti qualcosa di più grande – continuano dall’Unione degli Studenti –. Otto su dieci, infatti affermano di sentirsi giudicati negativamente dopo aver presi voti bassi. Per uno studente su tre è accaduto che la valutazione negativa sia stata utilizzata come strumento punitivo ad un proprio comportamento avuto in classe. La riflessione deve però essere complessiva rispetto al sistema scuola, quasi sei studenti su 10 (57,7%) affermano di provare ansia anche quando non sottoposti alla valutazione".

Più di uno studente su due (53,8%) dice anche che la scuola si è fatta “totalizzante“: non riesce a coltivare altri interessi al di fuori. E se l’85% dei ragazzi intervistati ricorda che esiste uno sportello psicologico nella scuola (il 90% dice che vi è almeno uno psicologo), è presente tutti i giorni solo per il 3% dei ragazzi, che evidenziano anche una criticità: "L’obbligatorietà di farsi autorizzare dai genitori per accedere allo sportello". Un elemento che può frenare proprio chi è più chiuso e fragile, tanto che - nonostante la presenza capillare del servizio - solo il 12,5% degli adolescenti intervistati dice di avervi bussato almeno una volta.

"Dall’inchiesta emerge una scarsa attenzione dell’istituzione scolastica alla salute mentale delle studentesse e degli studenti – la denuncia dei ragazzi –: nell’83% dei casi non sono mai state organizzate attività o momenti di sensibilizzazione sul tema del benessere psicologico, utile anche a combattere lo stigma. Solo un intervistato su tre afferma che i propri docenti si preoccupano del loro benessere psicologico. Il supporto ai propri malesseri viene invece individuato nei propri compagni di classe da sei studenti su dieci".

Si.Ba.

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