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11 ott 2021

Lo scalo era fra gli obiettivi mirati

Gianluca Poldi, autore di “Segrate 1870-2020” sulla storia della città
Gianluca Poldi, autore di “Segrate 1870-2020” sulla storia della città
Gianluca Poldi, autore di “Segrate 1870-2020” sulla storia della città

Perché durante la guerra Segrate era così bersagliata dai bombardamenti? La presenza di uno scalo ferroviario, il più importante dell’Est Milanese, rendeva quest’area interessante per gli Alleati che miravano a interrompere le comunicazioni e i rifornimenti delle forze italo-tedesche. La vicinanza dell’Idroscalo e la presenza di alcune industrie sono ulteriori elementi che rendevano la zona appetibile. "Per fortuna la geografia del territorio era molto diversa da quella attuale: nei dintorni dello scalo ferroviario non esistevano centri abitati, la città era scarsamente popolata e non ci furono perdite importanti tra i civili", spiega Gianluca Poldi, presidente del consiglio comunale e autore di un libro, Segrate 1870-2020, sulla storia della città. "I civili vennero coinvolti poco più a Nord, quando un aereo (un bombardiere inglese, ndr) precipitò su una cascina, in zona Lavanderie. Gli occupanti dell’edificio morirono, compresi alcuni bambini". A fare le spese dei bombardamenti anche la chiesa di Santo Stefano, spezzata in due da un ordigno, poi ricostruita e ridecorata. "È curioso che non siano state rinvenute quando la linea ferroviaria è stata ripristinata, dopo la guerra".

A.Z.

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