Incendio a Liscate (Newpress)

Licate (Milano), 8 luglio 2018 - «Un disastro. Sono vicino ai titolari dell’azienda e ai lavoratori, che vivono momenti difficili. L’unico dato rassicurante, in questa catastrofe, arriva dall’Arpa: nessuna nube tossica, i cittadini stiano sereni. Ma si continua a monitorare». Anche il sindaco Alberto Fulgione, l’altra notte, si è precipitato in via Giovanni XXIII dove, poco prima delle 24, per cause che sono ancora in corso di accertamento, è divampato l’incendio alla Muller & Koster, grande fabbrica di essenze e profumi per l’industria cosmetica che si affaccia sullo stradone che collega la zona industriale liscatese con quella di Melzo.

A svegliare di soprassalto chi già dormiva, e spaventare i tanti cittadini ancora svegli, le fiamme, le colonne di fumo, le sirene, ma soprattutto le ripetute esplosioni, e l’odore acre di alcol misto a profumo. Sul posto nel giro di pochissimo tempo squadre di soccorso da grande emergenza, vigili del fuoco da tutta la provincia, carabinieri e polizie locali, i nuclei specializzati nel rischio chimico e batteriologico e l’Arpa, stuoli di volontari a dare manforte. Ore e ore di lavoro nel buio. Fuoco indomabile, la ricerca continua di idranti, autobotti in un andirivieni frenetico. In piena notte, la paura. Un vigile del fuoco colto da malore, e portato in ospedale. «Non lo nascondo, a un certo punto ho temuto il peggio – ancora il sindaco – Le fiamme erano vicinissime al capannone di un’altra azienda, e alla strada. Un plauso al perfetto coordinamento dei soccorsi, che ha evitato il peggio».

La zona si trova fortunatamente lontano dal centro abitato. Ma, arginato il fuoco, i primi accertamenti hanno riguardato l’aria. Rilievi nel corso della notte e sino all’alba. I risultati delle analisi sono in laboratorio, Arpa ha dato prime rassicurazioni: nessun rischio per la salute dei cittadini. Ma il monitoraggio dovrà proseguire nelle prossime ore, e una colonnina di rilevazione è stata posta anche nel centro abitato, vicino al municipio: «Sono in contatto costante con i funzionari che seguono il monitoraggio, e mi sono impegnato a informare costantemente i cittadini, giustamente preoccupati. Nessuna prescrizione è stata data. In caso di pericolo, sarei andato casa per casa già nella notte».

Già in nottata, e dalle prime luci dell’alba, in azienda anche i dipendenti, 34, e i titolari, 4, letteralmente senza parole davanti al disastro. Le fiamme hanno mangiato due capannoni produttivi che, fra l’altro, erano stati realizzati abbastanza di recente: resta lo scheletro delle strutture. Rimane in piedi, strappato alla furia del fuoco, solo il capannone affacciato su strada, che ospitava amministrazione e uffici. «Un’azienda florida, che proprio fra pochi mesi avrebbe festeggiato i dieci anni di attività sul nostro territorio».​ Terminata l’attività dei vigili del fuoco, impegnati per tutta la giornata di ieri nelle operazioni di smassamento e nei rilievi per accertare, se sarà possibile, le cause del disastro, scatteranno le ordinanze di messa in sicurezza, e scenderanno in campo strutturisti e periti. Su una ripresa delle attività solo ipotesi, ad ora. L’azienda, polo italiano di una storica multinazionale svizzera, produceva profumi, essenze e olii essenziali, leader su un’ampia fetta di mercato nazionale e internazionale. Prodotti di qualità destinati all’industria cosmetica ma anche a quella dei detersivi e delle pulizie domestiche e industriali.