Baby gang
Baby gang

Milano, 13 febbraio 2019 - Vogliono vederci chiaro i carabinieri di Legnano nei riguardi della rapina messa a segno lunedì ai danni di un quattordicenne. I militari, nel pomeriggio di ieri, hanno ripercorso la strada dalla fermata del bus nel quartiere Mazzafame, dove lo studente era sceso in compagnia dei suoi aguzzini,  fino alla boscaglia dove si è consumata la rapina.

I carabinieri indagano sui particolari della vicenda, a iniziare da fatto che lo studente rapinato avesse ancora con sé il cellulare, con cui dopo ha dato l’allarme. Il ragazzo ha raccontato di averlo celato dentro la tasca interna dei pantaloni. Per questo motivo non è stato trovato dai bulli che l’hanno preso di mira. Si sta cercando di mettere a fuoco anche  come si sia svolto l’approccio avvenuto sul bus di prima mattina, davanti a decine di altri studenti, da arte della baby gang senza che nessuno si fosse accorto di qualcosa. 

Da quanto riportato nella denuncia presentata ai carabinieri, i bulli lo avrebbero costretto a seguirli, poi a spogliarsi di felpa e scarpe una volta scesi tutti insieme dal bus. La telefonata al padre per chiedergli di venire a soccorrerlo l’avrebbe fatta proprio col cellulare custodito nella tasca dei pantaloni. Gli inquirenti stanno ora scandagliando una dopo l’altra le telecamere di videosorveglianza della zona dove sarebbe avvenuto il fatto, alla ricerca di frame che possano metterli sulle tracce dei malviventi rapinatori. Per quanto riguarda eventuali testimoni, ad esempio chi era presente sul quel bus al momento del fatto, i carabinieri stanno ancora lavorando. Alcuni punti oscuri nella vicenda dovranno essere approfonditi dunque. Il telefonino che nessuno ha pensato di sottrargli per esempio. Solitamente prima e più veloce forma di “guadagno”. Nessuna pista viene quindi esclusa, compreso un possibile, diverso movente all’aggressione. 

Al ragazzp per ora non sono state mostrate foto segnaletiche del branco, formato da tre ragazzi di colore, probabilmente extracomunitari, e da un italiano. A Legnano, intanto, monta la rabbia sul tema sicurezza. Si tratta infatti dell’ennesimo episodio con vittime ragazzi minorenni e i cui carnefici sono soltanto di qualche anno più grandi.