Bresso (Milano), 6 agosto 2018 - Sono decine. Potrebbero essere centinaia le torri di raffreddamento dei condizionatori d’aria industriali da controllare sul territorio di Bresso. Il sindaco Simone Cairo ha preso molto seriamente l’ultimo indizio per tentare di scoprire l’origine dell’epidemia che ha provocato 52 contagi sul territorio bressese e ben 4 morti. Ma lui stesso ammette, "nessuno esattamente sa quanti siano questi impianti sul territorio, perché in Italia non è obbligatorio censirli". Per non lasciare nulla al caso, il primo cittadino ha deciso di costituire una task-force che si servirà anche dell’aiuto della protezione civile Corpo Volontari del soccorso, che in questi giorni di emergenza si è dimostrata preziosissima.

In pieno agosto intende individuare questi impianti di raffreddamento dei condizionatori d’aria – che solitamente sono posizionati sui tetti di industrie, uffici e centri commerciali - e far controllare l’acqua di raffreddamento di ogni apparecchio. Si utilizzeranno immagini satellitari che permettono con una certa precisione di individuare gli impianti visibili sui tetti. La task-force, alla quale partecipano anche le autorità sanitarie dell’Ats Città Metropolitana di Milano, tornerà a riunirsi nei primi giorni di questa settimana per definire i prossimi passi. La legionella è argomento di discussione, ma anche oggetto di paure, a volte immotivate. C’è chi gira con le mascherine, chi fa la doccia con l’acqua fredda. In tanti sono indignati per la mancanza di informazioni sulla causa. Intanto in un condominio del centro di Bresso nei giorni scorsi si è registrato un vile atto vandalico: qualcuno ha imbrattato il cartello che descrive le precauzioni contro l’infezione, scrivendo «viva la legionella, - anziani, + giovani».