Antonio Bernini, figlio della donna (Newpress)
Antonio Bernini, figlio della donna (Newpress)

Milano, 28 novembre 2017 -  «Mia madre si è ammalata di legionella e io non so perché». La segnalazione è di Antonio Bernini, figlio di una 92enne residente in un palazzone popolare del quartiere Niguarda. «All’inizio di novembre mia madre, cardiopatica e con diverse patologie, aveva la febbre molto alta. Considerando le sue condizioni è stata ricoverata, in un ospedale dell’hinterland. Per l’esattezza era il 5 novembre». Poi la scoperta: legionella. È scritto nero su bianco sulla lettera di dimissioni datata 22 novembre: «Pleuropolmonite basale sinistra da legionella pneumophila».

Ora la signora è in un secondo ospedale - sempre fuori Milano - e le sue condizioni sono migliorate. Ma per il figlio resta un mistero da risolvere: come ha contratto la legionella? Da circa 20 anni vive al settimo piano di un palazzo popolare di proprietà del Comune, ora gestito da MM. «Per mesi abbiamo avuto problemi con l’acqua, a volte ne scendeva un filo dai rubinetti – racconta il figlio Antonio –, finché non sono stati effettuati dei lavori nei mesi scorsi». Ora l’acqua scorre normalmente. Ma in che condizioni è? E quali sono gli interventi effettuati? MM fa sapere che gli interventi hanno riguardato la sostituzione dell’autoclave, per il «sollevamento dell’acqua», e che non sono stati riscontrati problemi alla tubatura interna. Dunque non ci sarebbe nulla di anomalo nell’acqua che arriva in casa. Il giallo, quindi, resta. «Quando è stata individuata la patologia, la mamma è stata curata e in un giorno la febbre è sparita. Certo è ancora debole vista l’età e le patologie da cui è affetta: ha problemi al cuore e ai reni e ha il diabete». Intanto il signor Bernini sta cercando di andare a fondo, «vorrei capire come ha fatto ad ammalarsi e correre ai ripari. Ho chiesto consiglio al medico che l’ha curata in ospedale, ha informato chi di dovere e mi ha fornito intanto un depliant informativo sulla legionella. Ora è importante che la mamma guarisca, vedremo gli sviluppi e speriamo che alla luce di questo caso si facciano delle analisi approfondite. Ci sono tanti anziani nel caseggiato e nel quartiere e non vorrei che altri si ammalassero».

L'estate scorsa l’incubo legionella si era affacciato negli stabili popolari di via Rizzoli, tra i civici 73 e 87, quartiere Crescenzago: nelle tubature idriche erano state riscontrate tracce di legionella pneumophila ed era stata sospesa l’erogazione dell’acqua a titolo precauzionale, finché non è stata portata a termine la disinfezione e la bonifica dell’impianto. Ma allora nessuno, per fortuna, si era ammalato.