Il carcere di Bollate
Il carcere di Bollate

Milano, 23 novembre 2018 - Approfitta del permesso premio per uscire e non rientrare più in carcere a Bollate, facendo perdere le proprie tracce. Pochi giorni fa, però, si è tradita da sola, con una foto e un commento pubblicati su Facebook che hanno scritto la parola fine alla sua fuga. 

Protagonista della vicenda è una latitante argentina di 40 anni, evasa dalla casa circondariale in provincia di Milano il 29 aprile scorso. Poco dopo il suo nome e il suo cognome sono finiti sulle scrivanie dei carabinieri della sezione Catturandi, che hanno iniziato a tracciare il suo profilo. Così, i militari hanno scoperto che le generalità della donna corrispondevano a circa venti alias e che era da sempre sposata con un uomo al quale aveva dato dodici figli. Gli investigatori, nel costruire l'identikit della ricercata, si sono concentrati proprio sui ragazzi, scoprendo che uno dei suoi figli vive a Barcellona. Pochi giorni fa, la svolta e la conferma che quella fosse la pista giusta. Il giovane ha pubblicato sul proprio profilo Facebook una foto di sua madre con le nipotine.

I carabinieri hanno subito allertato i Mossos d'Esquadra - la polizia catalana -, che ha individuati la 40enne in un palazzo abbandonato alla periferia di Barcellona.  Al momento del blitz per arrestarla, però, gli agenti non l'hanno trovata all'interno dell'edificio ma due giorni fa è stata bloccata lungo la Rambla del mar mentre borseggiava un turista. Non aveva con sé documenti e al terminale risultavano ben 20 alias diversi. Solo una volta negli uffici della polizia è stata identificata e hanno scoperto che era ricercata dai carabinieri del nucleo Catturandi del comando provinciale di Milano.  La donna doveva scontare una condanna a 15 anni per furto, ricettazione e truffe telematiche, la sua scarcerazione era prevista per il 4 maggio 2025.