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18 mag 2022

L’armiere Bellante tra rapine e ricatti "Questi tre saranno la mia pensione"

Blitz dei carabinieri: 30 arresti. Nell’abitazione del pregiudicato la base operativa per i traffici illeciti. Le società per dare un lavoro fittizio ai detenuti amici e la pistola fornita al killer di Donato Carbone

18 mag 2022
nicola palma
Cronaca

di Nicola Palma "Io adesso appena esco, non voglio sapere né fumo, non mi interessa più di niente, mi dedico al Topo, a Gianni il rosso e a Parone. Basta, a tutti e tre mi dedico. Questi sono la mia pensione". A un certo punto, Salvatore Bellante, nella diversificazione delle attività illecite che gli ruotano perennemente attorno, decide di concentrarsi su rapine ed estorsioni, pur continuando in parallelo a trafficare droga e a smerciare mitragliatrici e pistole come fosse il titolare di un’armeria. Ne parla più volte con la moglie Adele Di Fazio nel loro appartamento di Cologno Monzese, che si trova in un palazzo ubicato, ironia della sorte, nella via intitolata al generale dell’Arma Carlo Alberto Dalla Chiesa. E ieri all’alba sono stati proprio i carabinieri a fare irruzione lì per arrestarli: i coniugi e altri 28 indagati (su un totale di 63) sono così finiti in cella a valle di una lunga e complessa indagine avviata nel 2017 dai militari della Tenenza di Cologno e della Compagnia di Sesto San Giovanni, coordinati dal pm Michela Versini e dal capitano Antonio Belardo. Un’indagine che ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora, con una serie infinita di reati e di rimandi ad altri personaggi coinvolti in altre vicende criminali: da Edoardo Sabbatino, a cui Bellante avrebbe venduto la 357 magnum utilizzata per uccidere Donato Carbone il 16 ottobre 2019 a Cernusco sul Naviglio, a Carlo Zacco, figlio del capo palermitano della "Duomo Connection" Antonino, a cui si sarebbe rivolto Pietro D’Amico perché gli indicasse gli uomini che avevano massacrato di botte il figlio. Una ragnatela di rapporti che vedeva sempre al centro Bellante, che governava dai domiciliari i corrieri di hashish, cocaina e marijuana e i fornitori-trasportatori di armi, a cominciare da Orazio Nasca, stipendiato a 7-8mila euro al ...

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