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28 gen 2022

"L’alternanza fa bene purché in sicurezza"

L’imprenditore Stefano Rivolta "Lo studente deve imparare non può certo essere messo subito su una macchina"

laura lana
Cronaca
Stefano Rivolta, titolare dell’omonima azienda di legni pregiati a Desio
Stefano Rivolta, titolare dell’omonima azienda di legni pregiati a Desio
Stefano Rivolta, titolare dell’omonima azienda di legni pregiati a Desio

di Laura Lana "Non si muore di alternanza, si muore di assenza di sicurezza". Lo dice Stefano Rivolta, che con la famiglia tratta il legno da quattro generazioni e a Desio gestisce la Rivolta snc. "Da qualche tempo, accogliamo un ragazzo all’anno. Abbiamo una collaborazione con un centro formativo professionale di Lentate sul Seveso, che si occupa di lavorazione sul legno e ha un istituto tecnico superiore interno". Ogni ragazzo richiede all’azienda un impegno in termini di tempo, energie, formazione. "Lo studente che arriva non ha esperienza, la deve maturare. Non ha ancora avuto contatti col mondo del lavoro, ha bisogno di essere introdotto in una struttura produttiva, in un team. Non può essere messo sulle macchine, quindi bisogna trovare un ruolo che sia adatto e gli permetta di imparare qualcosa". Cresce lo studente, cresce anche l’azienda. "Per noi è un passo importante che lega la nostra storia a un sistema formativo: quella rete che si invoca e non si pratica mai. Lo stesso vale per la scuola: così come si apre al volontariato, alle istituzioni, alle città dove è inserita, perché non dovrebbe farlo con le imprese del territorio? Il dibattito di questi giorni si è concentrato sull’idea che la cultura si limiti ai banchi, come se il lavoro manuale non sviluppasse competenza, capacità, conoscenza". Legare scuola e lavoro permette percorsi collettivi e individuali. "Gli istituti ci raccontano di ragazzi cambiati dopo queste esperienze. Più attenti, consapevoli, strutturati, con nuove competenze, tra cui quella di imparare a muoversi in un ambiente diverso, con regole e persone diverse. Occorre considerare le diversità: non sempre i percorsi sono lineari". È stato così anche per lui, che ha iniziato a 17 anni, "a scuola ero un disastro ma poi il lavoro mi ha aperto domande e a 26 anni mi sono diplomato". Ci sono studenti ...

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