Gian Paolo Corda * La Città metropolitana di Milano ha consegnato ad Anci le sue proposte e i suoi progetti da consegnare al Governo per ottenere i fondi del Recovery Fund per un valore complessivo di 4 miliardi e mezzo. Tra i 34 progetti la parte più rilevante, 2 miliardi e mezzo, attiene al prolungamento delle linee metropolitane verso Paullo, Trezzo sull’Adda, Segrate, in logica, ancora una...

Gian Paolo

Corda *

La Città metropolitana di Milano ha consegnato ad Anci le sue proposte e i suoi progetti da consegnare al Governo per ottenere i fondi del Recovery Fund per un valore complessivo di 4 miliardi e mezzo. Tra i 34 progetti la parte più rilevante, 2 miliardi e mezzo, attiene al prolungamento delle linee metropolitane verso Paullo, Trezzo sull’Adda, Segrate, in logica, ancora una volta, milanocentrica. Niente, entro un disegno di policentrismo urbano, è previsto per progettare condensatori urbani e centri di interscambio ferrogomma le stazioni ferroviarie sulle quali attestare i flussi di auto che quotidianamente affluiscono in città e che si vuol dissuadere con improvvide riduzioni delle corsie veicolari. Niente per l’edilizia abitativa destinata ai ceti popolari che, da che si è estinto il CIMEP, non trovano risposta ad un bisogno primario mentre la vasta trasformazione di aree che hanno segnato la storia della città (con le eccellenze del Portello, le Varesine, la Fiera) si è rivolta al terziario e ad un’utenza residenziale di fascia alta, per altro prossima ad esaurirsi. I valori “green” della Città metropolitana non possono essere solo affidati ad indefiniti progetti di “riforestazione urbana” e al rilancio della navigabilità delle vie d’acqua con un modesto e costoso canale che non può in nessun modo riproporre la suggestione del Naviglio interno. Si potrebbe, entro Città metropolitana come nella piccola Utrecht, realizzare entro il 2024 un modello di quartiere green per 10.000 abitanti, senza automobili private, a zero emissioni, servito da mezzi pubblici e piste ciclabili, chiamando il fior fiore degli architetti mondiali, come il Werkbund a Stoccarda nel 1927 fece con Mies, Le Corbusier, Gropius, Oud, per sperimentare un’edilizia residenziale innovativa, nelle tipologie, nei materiali, nei metodi costruttivi, nelle forme, per una ritrovata attenzione che Milano ha avuto in passato nel contemperare la logica di solo mercato rispondendo ad un bisogno reale.

* Architetto e urbanista